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Liste Pd, Bonino: «Patti non rispettati». «Non sono convinta che valga la pena di essere candidata da qualche parte»

Testo: 

E Veltroni: «I nove eletti radicali ci sono»
«Non hanno mantenuto i patti, sono inaffidabili». E sulla sua candidatura: «Non voglio candidarmi in Piemonte»

ROMA - Un polverone rischia di offuscare il clima all'interno del Partito democratico. All'indomani della chiusura delle liste infatti (in anticipo rispetto al Pdl, cosa che ha fatto esultare il candidato premier Walter Veltroni) dai Radicali arriva un durissimo attacco al Pd. «Ieri sera era stata data, scritta a mano, la lista dei candidati radicali ed emerge chiaramente che la proposta da loro fatta dei nove eletti non è mantenuta». Lo ha detto il ministro per le Politiche Comunitarie, la radicale Emma Bonino, nel filo diretto di lunedì mattina a Radio Radicale riguardo alle liste dei candidati rese note ieri dal Partito Democratico. La Bonino ha sottolineato che non è una questione di trattativa, ma «la certezza che siamo eletti tutti noi non c'è». «Chiediamo e vogliamo la certezza che il Pd sia coerente con la proposta che ci ha fatto» ha osservato il ministro radicale. Poi la stoccata sugli alleati: «Ad oggi risultano inaffidabili rispetto alle proposte che ci hanno fatto. Questa è la situazione. Non è questione di trattative chiediamo che si facciano solo carico del rispetto della proposta da loro fatta». Poi «noi valuteremo» ha aggiunto la Bonino. Ma «non si tratta di un negoziato» ha concluso Bonino, piuttosto «di avere la capacità di tener fede ad una proposta. A loro sta garantire l'applicabilità di questa proposta».

LA REPLICA DI VELTRONI - La replica di Veltroni non si fa attendere: «I nove eletti radicali ci sono, ci sono» ha detto il candidato premier del Pd rispondendo a Bruno Vespa che gli ha "girato" in tempo reale le perplessità avanzate da Emma Bonino proprio mentre il leader Pd stava registrando "Porta a porta". Veltroni ha anche aggiunto : «Non ho letto le agenzie, non so, staranno approfondendo quelli che se ne stanno occupando».

«NON SONO UN OGGETTO» - Riguardo alla sua personale candidatura la Bonino ha anche avvertito: «Non intendo candidarmi in Piemonte perchè non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato. Stando così le cose - ha aggiunto - non sono nemmeno convinta che valga la pena di essere candidata da qualche parte».

Data: 
Martedì, 4 March, 2008
Autore: 
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Fonte: 
WWW.CORRIERE.IT
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Commenti

Lo sò che è antipatico farlo presente proprio ora ma, cari amici radicali, non potete dire che non ve l'avevo detto quando Pannella & C. hanno venduto simbolo e idee al PD affermando per mia conoscenza diretta e personale, tra le tante mie critiche, che questa gente è totalmente inaffidabile e che i metodi che questi usano sono praticamente gli stessi di quando c'era il PCI, poi divenuto PDS e poco dopo DS, d'altronde ci stanno le stesse medesime persone di allora e allora che cosa, dico io, ci si poteva aspettare di diverso da questa gente? Proprio nulla e quindi considero le lacrime odierne di Pannella e soci solo ed esclusivamente di coccodrillo, mi spiace ma è così.

Daniele