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"Pronti alla coalizione con Walter poi gruppi unici e anche la fusione"

Data: 
Sabato, 16 February, 2008
Testo: 

Emma Bonino: "Siamo interessati a partecipare al Pd"
E la sfida a Veltroni: "Se dicono no, potrei decidere di correre a Roma"

ROMA - Non sono disposti a sciogliersi "dalla mattina alla sera, magari annunciandolo da Porta a Porta a iscritti, militanti ed elettori", ma sono "interessati, molto interessati" a partecipare alla sfida politica che il Pd offre al Paese. "Lo abbiamo testimoniato persino con la proposta di Marco Pannella di candidarsi alle primarie. Proposta all'epoca respinta".

Emma Bonino, dal suo ufficio di ministro del governo Prodi, chiarisce la posizione dei radicali e parla a Veltroni e ai suoi, nel giorno dell'assemblea costituente del nuovo partito: "Siamo disponibili per una coalizione, esattamente come quella sottoscritta con l'Italia dei Valori. Siamo anche favorevoli al gruppo parlamentare unico. Mi verrebbe da dire, anzi, con una battuta, che lo esigiamo. Non solo: diciamo sì a una fase costituente che decida, con i tempi e le regole condivise della democrazia interna, il processo di rafforzamento del partito democratico".

Sorride, come una che s'è tolta un peso, ha detto tutto quello che doveva dire.

Ministro Bonino, ci faccia capire: siete disposti a chiudere la vostra storia e aprire un nuovo capitolo?
"Abbiamo 5000 iscritti, nessuna poltrona che conta nelle Asl, né altrove. Un processo politico che vada oltre il Porcellum ci vede più che interessati. Vede, nessuno ci deve conquistare al maggioritario o spiegare l'esigenza della semplificazione del quadro politico. Noi siamo sempre stati per il bipartitismo, addirittura all'anglosassone. Le leggo un nostro manifesto elettorale del 1994. C'è scritto: 'Lista Pannella per il Partito Democratico'. Questo per dire che le credenziali di un interesse per la costruzione del Pd ci sono tutte, sono nella storia e nella cronaca. Non c'è nessuna furbizia elettorale, ma una convinzione profonda".

Fino alla prospettiva di un vostro scioglimento?
"Ripeto, scioglierci oggi, con una telefonata o un annuncio televisivo, farebbe ridere. Ci vuole un processo, con regole certe e condivise, con un congresso di partito che decida la direzione di marcia".

Però non dice no all'ipotesi di una costruzione comune del Pd?
"Al contrario, interessa a me e a Marco e a tutti noi".

Le stavo appunto per chiedere di Pannella. Marciate uniti anche su questa posizione?
"Non ne posso più di rispondere a questa domanda. Io e Marco marciamo uniti da 30 anni. Possiamo dissentire nei dettagli ma mai sulle grandi questioni".

L'avete detto a Veltroni che siete disposti ad accettare le stesse condizioni concordate con Di Pietro?
"Ma noi non siamo rassegnati ad accettarle, auspichiamo di realizzarle. Il fatto è che nessuno ce l'ha chiesto, né tantomeno proposto. Siamo rimasti al nostro progetto di coalizione e all'offerta di Veltroni di metterci nelle liste del Pd, senza peraltro entrare nei dettagli di dove, come e quando. Walter si è riservato di fare lui a sua volta una proposta ma non è ancora arrivata. Oggi c'è l'assemblea costituente del partito. Saremo in ascolto, con grande attenzione".

Un po' brutalmente, c'è chi, dentro il Pd, vi trova ingombranti. Ancora più brutalmente, può convivere la Binetti con la Bonino?
"Certo, io ho più similitudine sui temi della laicità con la Bindi che non con la Binetti. Ma mai mi permetterei di porre aut aut. Un grande partito ha dentro tante espressioni culturali che richiedono mediazione. Dentro il partito laburista inglese si va dai trotzkisti ai liberali".

Secondo lei, Veltroni subisce dei condizionamenti in questo senso?
"Non posso pensare che la senatrice Binetti o chi per lei pongano veti a una storia come la nostra. E voglio suggerire una riflessione sulle manifestazioni delle donne in queste ore dopo la vergognosa vicenda di Napoli e le polemiche sull'aborto. Questo è il segno che l'Italia chiede altro, chiede rispetto per una politica laica. E' dal 2001 perlomeno che, con Luca Coscioni, e poi con Piero Welby, e moltissimi altri, tentiamo di segnalare alcuni problemi profondi di questo Paese".

Non vi interessano le poltrone, il potere. Allora qual è la posta in gioco?
"La presenza nelle istituzioni italiane, di un rigore liberale e laico, autenticamente riformatore. E a questo proposito devo dire che ci ha fatto molto piacere l'appello a favore di una coalizione con noi che è partito da alcune personalità del Pd. Testimonia un grande calore nei nostri confronti e dimostra che c'è un sentire diffuso".

Senza di voi come sarebbe il Pd?
"Chiedetelo a loro! Io dico che sarebbe più chiuso e avaro, un po' più giustizialista. E annegherebbe nel Tevere l'espressione più rigorosamente riformatrice in economia e nelle istituzioni".

Mettiamo che la vostra offerta cadesse nel vuoto. Che cosa farete?
"Non ci chiuderemo. Cercheremo di dar battaglia con le unghie e con i denti a partire da questo scempio della legalità e della legge rappresentato dalla gestione Raiset del dibattito e confronto politico in corso. Benché mi si appuntino addosso tante medaglie, che quasi ne soccombo, potrei anche essere un buon sindaco per Roma".

Autore: 
Alessandra Longo
Fonte: 
REPUBBLICA.IT
Stampa e regime: 
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