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I tifosi di Emma e Marco: Walter ripensaci, sono preziosi

Data: 
Martedì, 12 February, 2008
Testo: 

«I radicali rompevano gli schemi, erano una ventata di libertà, avevano un senso civile che andava oltre i partiti, portavano posizioni provocatorie e coinvolgenti in un Paese dove tutti, da bambini, avevano fatto i chierichetti...». Vincenzo Cerami è intellettuale che all’estero ci invidiano, ma è anche nella segreteria di Veltroni come responsabile Cultura. Ha lavorato con Fellini, Sordi e Benigni e non avrebbe problema alcuno a lavorare con Marco Pannella ed Emma Bonino. «I radicali sono preziosi, mi piacerebbe che entrassero nel Pd senza che nessuno ne snaturi la vitalità, lo spirito e lo slancio». Il 4 novembre del 1975, al congresso dei radicali a Firenze, toccò a lui leggere l’intervento che Pier Paolo Pasolini, massacrato a Ostia due giorni prima, aveva scritto per l’occasione. «Ho un ricordo bellissimo di quel giorno - racconta ancora Cerami - C’erano con me Gianni Borgna e Goffredo Bettini, che allora erano due ragazzi...». Sono passati 32 anni e Bettini, gran consigliere politico di Veltroni, pensa ancora che «certe posizioni dei radicali siano condivisibili» però si è convinto che talune «esasperazioni anticlericali» di Pannella e Bonino non corrispondano alla identità che il segretario vuole imprimere al nuovo partito. Eppure più Veltroni insegue il suo anelito di «libertà», più si rafforza il fronte di quanti, nel mondo della politica come nella società civile, chiedono a Walter di non mettersi in viaggio senza i radicali.

L’elogio dell’«ultimo giapponese» Marco Pannella, pubblicato in prima pagina da Repubblica, ha portato allo scoperto i tanti che non si rassegnano a veder sparire dal Parlamento la premiata ditta Marco&Emma e le loro battaglie di laicità. «Piccoli come sono pensano in grande e sono davvero europei», ha scritto Sofri. Qualcuno nel Pd vorrebbe dividerli, prendersi la fatina buona e lasciar fuori l’orco cattivo. «Sarebbe una cattiveria - rinvia al mittente il mezzo invito di Fassino lo scrittore Raffaele La Capria -. Il Pd non deve respingere i radicali, sono un esempio di quel laicismo che il partito di Veltroni dovrebbe rappresentare e difendere». Arturo Parisi non si arrende a «perderli, sono alleati preziosi» e pubblica nel suo blog un sondaggio dove il 66,66 per cento vuol tornare allo spirito inclusivo dell’Ulivo. La senatrice Magda Negri ha scritto a Bettini perché riapra il dialogo, Giovanna Melandri e Barbara Pollastrini si sono pubblicamente spese perché le porte restino aperte. «Se imbarcano Di Pietro è difficile non considerare il dialogo anche con i radicali, la loro proposta politica è molto più vicina a noi - si appella Roberto Giachetti -. Ed è strano che Bettini non ne voglia sapere, con Rutelli sindaco era proprio lui che teneva i rapporti con Marco». Ma i più insistenti sono gli ex Ds. Vittoria Franco immagina una «microcoalizione» che includa il simbolo dei radicali: «Porterebbero voti, preclusioni riguardo a Pannella io non ne ho». Sulle alleanze Gianni Cuperlo non si esprime, però invita Veltroni a riconoscere «il contributo prezioso su diritti civili e libertà individuali». E un chirurgo di fama internazionale come Ignazio Marino, senatore del Pd e presidente della commissione Sanità, per quanto cattolico è riuscito a instaurare con i radicali un rapporto di reciproco rispetto e proficua collaborazione, su temi delicati come il testamento biologico: «Sarei sciocco a entrare negli equilibri del partito, Veltroni non ha bisogno dei miei consigli. Ma posso dire che i radicali sono stati interlocutori leali e un dialogo con loro avrebbe, a mio giudizio, una valenza». Nel lungo elenco di registi, attori, intellettuali e professori che negli anni hanno mostrato interesse o amicizia per Marco, Emma, Rita Bernardini, Marco Cappato e gli altri, figura anche Ricky Tognazzi. I suoi entusiasmi ultimamente si sono raffreddati, per lui la politica «è legata all’utopia e ai sentimenti etici» e nel 2ooi visse un po’ come un tradimento la scelta di avvicinarsi a Berlusconi. Eppure confessa di aver condiviso le loro battaglie da quando era ragazzo e di nutrire «grande stima» per Pannella, ancora oggi che ad appassionarlo è «la battaglia idealista e tutta in salita» di Veltroni: «Mi mancano i radicali come forza laica, il Pd dovrebbe rafforzare la sua laicità». Il cantautore Eugenio Bennato, infine, la vede dalla sponda opposta. Lui è legato ai radicali e «non certo» a un Pd che non riesce a «identificare», però gli piacerebbe che Pannella e Bonino e la Bernardini fossero liberi di scegliere. «Ben venga una alleanza strategica e non ideologica con Veltroni, ma solo se può essere funzionale ai radicali per valorizzare il loro programma...».

Autore: 
Monica Guerzoni
Fonte: 
CORRIERE DELLA SERA
Stampa e regime: 
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