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L´ultimatum di Ariis agli azzurri ribelli

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Il vice commissario: «Gli iscritti non vadano alla riunione di Tondo». Che insiste: «Voglio la testa di Scajola»

Udine
Roberto Rosso, commissario regionale di Forza Italia, manda messaggi di distensione all'interno del partito. Ma i sommovimenti azzurri sono tutt'altro che pacifici e la rottura con il presidente della giunta regionale dimissionario Renzo Tondo, il deputato Ferruccio Saro e i loro sostenitori sembra tutt'altro che sanata.
CONDIZIONI.Tondo è stato categorico. «Voglio la testa di Scajola» ha tuonato il presidente messo in disparte, nella Casa delle Libertà, per far posto alla candidatura di Alessandra Guerra. Da buon carnico, non ama gli sgarbi e l'accantonamento, con svista del leader nazionale Silvio Berlusconi, non è stato digerito, più per questioni formali che sostanziali, anche se le due cose sono ormai ben mescolate. Tondo, per ritirare le dimissioni da presidente prima del 20 marzo chiede che "dall'alto del partito" arrivino segnali di pace. Mettere da parte il coordinatore elettorale, assicurare un visibile fine mandato come presidente, un futuro di coordinatore regionale e libertà di intervenire nelle scelte delle candidature di lista sono alcune delle richieste. Troppo per alcuni, anche se Rosso invita «a finire con il momento della rabbia e essere saggi».
INCONTRO SVOLTA.Domani, alle 20, al ristorante Là di Moret, organizzato dall'associazione Europolis, si terrà l'incontro di Tondo con i suoi sostenitori sul tema "Elezioni regionali: il momento dell'ascolto". Invitati anche radicali, autonomisti e altre forze, compreso Sergio Cecotti, sindaco dimissionario a Udine. «Sarà l'occasione per ascoltare gli elettori friulani, fare il punto della situazione e ascoltare il presidente Tondo - fanno sapere gli organizzatori - contiamo di raccogliere più persone di quante ne hanno fatte Silvio Berlusconi e gli altri big nazionali lunedì scorso in Castello a Udine, almeno 250/300 persone». «Noi siamo in Forza Italia perché condividiamo la sua linea politica - spiegato il deputato della Carnia, Vanni Lenna - ma non condividiamo quello che è avvenuto in Friuli Venezia Giulia». Si parla anche di una possibile lista autonoma per partecipare al voto regionale.
ALTOLÀ.«Invitiamo tutti gli iscritti a non partecipare all'incontro di venerdì - ha detto il vice commissario regionale di Forza Italia, Aldo Ariis - anche se non conosciamo nel dettaglio dove possa portare quella riunione. Anche in questo caso posso solo dire che aspetteremo e valuteremo. Se qualcuno dovesse costituire una lista autonoma, si metterebbe da solo fuori da Forza Italia».
«ARROGANTI».Pronta la replica di Ferruccio Saro ad Aldo Ariis. «Apprendo con grande stupore della dichiarazione di Ariis, che è anche mio successore e presidente del gruppo del partito in Consiglio Regionale - ha detto Saro - sulla riunione indetta da un circolo culturale per venerdì sera, alla presenza del Presidente dimissionario della Giunta Regionale Renzo Tondo, per una valutazione di quanto è avvenuto in queste ultime settimane in Friuli-Venezia Giulia. Apprendo con stupore che Ariis minaccia di espulsione e di ritiro della tessera agli iscritti di Forza Italia che dovessero partecipare a questa manifestazione. Fino a prova contraria mi pareva che Forza Italia fosse la forza della libertà, del diritto di espressione di tutte le opinioni e di tutte le culture. Adesso mi pare che improvvisamente Forza Italia diventi la forza dell'arroganza e del divieto di espressione. Non è stato sufficiente commissariare il dimissionario coordinatore regionale, Ettore Romoli, con un rappresentante del Regno di Sardegna, l'on. Rosso, e il sottoscritto dimissionario con un rappresentante del Regno delle due Sicilie, on. Russo. Adesso si vuole vietare ai friulani e ai giuliani anche di partecipare a riunioni convocate da circoli culturali per analizzare ciò che sta avvenendo nella nostra terra. Mi pare che siamo fuori dai seminati».
ARRIVANO I RADICALI.A dar man forte agli azzurri dissidenti arrivano i radicali.Marco Pannella si mette «a disposizione per dare una mano in Friuli-Venezia Giulia nel caso che ci sia qualcuno che la chiede», in nome del riformismo, della tradizione laica e delle battaglie condotte in passato in regione, sia a fianco del socialista Loris Fortuna in occasione della legge sul divorzio, sia in occasione della protesta contro il Trattato di Osimo, a fianco della Lista per Trieste». Per Vittorio Sgarbi, promotore di una propria candidatura alla presidenza della Regione, quella dei radicali è una bizzarria.
Per Riccardo Illy (Intesa democratica) i radicali sono «interlocutori impossibili, non volendo allearsi con Ds e Rifondazione comunista».

Lorenzo Marchiori

Data: 
Giovedì, 13 March, 2003
Autore: 
Fonte: 
IL GAZZETTINO - Friuli
Stampa e regime: 
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