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"Pannella contro tutti tranne il premier"

Testo: 

Sono l’ultimo Prodiano. Il nuovo partito di Berlusconi, la politica di “palermitani e corleonesi”, Pannella contro tutti tranne il premier.

"Questo appartamento è la nostra unica sede. L’abbiamo comprato nell’85 e ci mancano ancora dieci anni di mutuo. Altri partiti invece sono proprietari immobiliari che fanno concorrenza alla Chiesa. Certo, quando l’essere è striminzito, è umano caricarsi di averi…". Marco Pannella nella casa matta di via di Torre Argentina a Roma, al solito fuma, parla e plasticamente impersona l’alterità Radicale. "Duemila sfigati senza una lira, gente che non ha averi, non ha enti, non ha banche”, eppure resiste in questa nazione distrutta: non una società di conoscenza, ma di riconoscenza". Il nemico? "L’assetto mafioso del paese, oggi impersonato dai buoni a niente dell’Unione contro i capaci di tutto della Cdl". (nella fenomenologia pannelliana, noti anche come “palermitani” e “corleonesi”).

E il bipolarismo, allora?

Anni fa, quando Galli parlava di bipartitismo imperfetto, gli dicevo: no, in Italia c’è un monopartitismo imperfetto.

Nel senso che sono tutti uguali?

Quasi tutti. Il quasi siamo noi.

Però ci sono della novità. Il Ppl di Berlusconi

Il Partito Peronista delle Libertà

Peronista?

E’ l’aggettivo che lo configura meglio. Anche il Sudamerica è pieno di partiti peronisti.

Siamo un Paese del Sudamerica?

Ma nemmeno. Negli anni 20 eravamo piccoli e marginali, eppure siamo riusciti a trasmettere al mondo il virus del fascismo. Ora in Europa abbiamo fatto lo stesso con la partitocrazia. L’Italia non è uno stato di diritto, non dico sia una dittatura, ma non è una democrazia.

Parliamo del Pd.

Che devo dire? La mezzadria è una antica tradizione, e il Pd è partito a mezzadria tra ex Pci ed ex Dc.

Ancora arrabbiato per l’esclusione dalle primarie?

Sarei stato sorpreso di essere ammesso. Eppure io presentai liste per il Partito Democratico decenni fa. Persino con Occhetto, prima della svolta sembrava essere un disegno comune. Rutelli poi, quando era in fasce, subito dopo mamma e papà, disse “Partito democratico”.

E allora?

Avrei preso un 10%, poteva partire un’ondata di rinnovamento. Non l’hanno voluta. D’altronde i miei rapporti con il Pci sono sempre stati così, ci chiamavano radicalfascisti, ma sul divorzio e l’aborto li costringemmo a schierarsi e non ce l’hanno perdonato. La verità è che lo rappresento buona parte della storia effettiva del popolo comunista.

E la Cosa Rossa?

Bertinotti ha il problema di come occultare la falce e martello.

Quindi tutti questi cambiamenti…

Si cambia per mantenere la stessa situazione.

Della Rosa nel Pugno che dice?

Vedo che i compagni socialisti hanno riscoperto il socialismo e fanno le costituenti, forse perché pensano ai ricostituenti che vorrebbero assumere.

Rammaricato?

Mi rammarica che scelgano di fare altro perché pensano che le elezioni sono andate male. In realtà quel milione di voti ha cambiato la storia d’Italia.

Quindi è soddisfatto dell’avventura con Prodi.

Noi siamo i custodi dell’utopia prodiana: stupire con le riforme. Non credo ci riuscirà, ma aver resistito è un merito enorme.

Altre note positive?

Abbiamo avuto l’indulto, l’impegno per la moratoria sulla pena di morte. Ma soprattutto “palermitani” e corleonesi” sono in crisi totale e c’è un fiorire di cose nuove.

Per esempio?

E’ importante che il Corriere della Sera abbia fatto conoscere ai ceti medi studiosi come Giavazzi e Ichino, tutta quella sinistra liberali, spesso ex comunista che dice cose nuove, interessantissime.

Data: 
Giovedì, 6 December, 2007
Autore: 
Marco Palombi
Fonte: 
VANITY FAIR
Stampa e regime: 
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