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Radicali solidali con l’investigatore. «Distrutta l’immagine di Lorito»

Testo: 

Una delegazione dell’Associazione radicale di Gorizia “Trasparenza è partecipazione” andrà a far visita al dottor Carlo Lorito, al carcere di Santa Maria Capua Vetere, per testimoniare la propria solidarietà nei confronti di una persona che Pietro Pipi e Lorenzo Cenni, nella conferenza stampa di ieri pomeriggio al bar Aenigma, hanno definito «una vittima del giustizialismo e del proibizionismo italiano».
«Non vogliamo entrare nel merito della vicenda giudiziaria, non siamo competenti – ha precisato Cenni – di questo si occuperanno la magistratura e gli inquirenti. Noi vogliamo parlare di Lorito come presunto consumatore di sostanze stupefacenti». Pipi ha rincarato la dose: «Fatta eccezione per la posizione di cautela espressa dal Siulp, nessuno ha usato parole di garantismo nei confronti del dottor Lorito, ma la sua immagine è stata massacrata in un processo mediatico. Il Tribunale garantirà un giusto processo, verificando se e come il dottor Lorito dovrà rispondere di qualcosa».
«Noi – ha sottolineato Pipi – combattiamo però la mentalità giustizialista, la cultura che premia il ragionamento semplice e l’individuazione del colpevole prima ancora che la giustizia con i suoi tempi eccessivamente lunghi riesca a fare il suo corso. Lorito è rimasto in prima pagina per diversi giorni, messo all’indice, sconfessato persino dai suoi colleghi di lavoro, nessuno gli ha manifestato solidarietà. Né la Chiesa, né la categoria dei penalisti, né i disobbedienti, né il centro-sinistra, né il Forum per Gorizia hanno accennato a un gesto di solidarietà. Segno che ci sono persone che sono garantiste, antiproibizioniste e per lo stato di diritto soltanto quando capita e quando interessa a loro».
Pipi ha voluto sottolineare che uno dei capi di imputazione contro Lorito, quello di violazione del segreto d’ufficio, è già caduto. In secondo luogo, la battaglia dei radicali è contro il proibizionismo: Pipi ha constatato che la legge Fini-Giovanardi non è stata ancora cancellata dal governo di centrosinistra, come invece aveva promesso.
«A noi compete anche essere impopolari – ha dichiarato Pipi –, l’80% delle forze dell’ordine è impegnato a inseguire i piccoli narcotrafficanti mentre la mafia fattura 60 miliardi di euro l’anno indisturbata. Se appartenessimo a famiglie mafiose avremmo tutto l’interesse di mantenere questa legislazione». In terzo luogo, una delle priorità delle battaglie radicali, è il carcere, che Pipi considera un luogo anticostituzionale perché non recupera i detenuti, ma anzi «li sprofonda ancora di più nel crimine».

Data: 
Martedì, 4 December, 2007
Autore: 
(i.p.)
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Gorizia
Stampa e regime: 
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