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Sfiducia a Strassoldo, il giorno della verità

Testo: 

Vigilia frenetica punteggiata da incontri e riunioni. Fi tenta la carta-salvataggio
I vertici di Lega e Udc: il tempo ora è scaduto Gli “inviti ” a rispettare gli ordini di partito
Oggi il pronunciamento del consiglio provinciale Ma gli azzurri sperano ancora nella deroga

Ore 10.30, va in scena lo Strassoldo-day, comunque vada a finire la vicenda cominciata lo scorso 1º ottobre. A quell’ora, infatti, il consiglio provinciale sarà chiamato a discutere e votare la mozione di sfiducia. Ma sono in molti a ritenere che Strassoldo vorrà giocare d’anticipo. Come? Illustrando e tentando di far approvare la bozza del documento targato-Fi con il quale Strassoldo conferma la fine della sua esperienza amministrativa, chiede nuovamente scusa, ma “pretende” una deroga fino al mese di febbraio. Un documento che, se approvato, azzererebbe la mozione di sfiducia. Ma An, perlomeno il coordinatore regionale, Lega e Udc non ci stanno. Non fosse altro perché – come ha ripetuto anche ieri il coordinatore regionale dell’Udc, Angelo Compagnon – quel documento è probabilmente frutto di accordi che non hanno riguardato la Cdl e che arrivano fuori tempo massimo.
Ma nelle pieghe di una vigilia adrenalinica, stressata, punteggiata fino a tarda ora da incontri, vertici, telefonate, è spuntata anche un’altra ipotesi. E cioè che alcuni consiglieri della Cdl potrebbero fare il salto della quaglia abbandonando il proprio partito di appartenenza, votare assieme a Fi il documento salva-presidente e annunciare di aderire alla nuova formazione politica di Berlusconi. Fantapolitica? Macchè! Tutto è ancora possibile soprattutto in una fase politica così confusa soprattutto dentro il centro destra dove ognuno può smarcarsi adducendo mille pretesti. «Certo che è possibile, molto possibile – afferma un consigliere di minoranza – perché a nessuno di loto interessa salvare la legislatura o Strassoldo, ma se stessi, le piccole rendite di potere. E sappiamo che il “mercato” funziona già da alcuni giorni».
Ma Strassoldo ci crede. Ieri, un’intervista a Telefriuli si è dichiarato «ottimista perché credo nella capacità del centrodestra di comprendere le ragioni di una prosecuzione di un'esperienza che è stata assolutamente positiva per la Provincia». Strassoldo ha aggiunto che «abbiamo ricevuto un mandato importante e il risultato elettorale è stato netto, la gente premiato in questo modo il quinquennio e gli ultimi sondaggi confermano la fiducia sia nella Casa delle libertà sia nel presidente in carica». Insomma, Strassoldo si dice ancora certo che tutte queste considerazioni «finiranno per portare a un esito positivo».
In casa azzurra l’ottimismo è double face. Da un lato c’è chi come il capogruppo consiliare, Piero Mauro Zanin, assicura che «le cose sono fatte al 90 per cento», dall’altro c’è chi, invece, teme che in caso la mozione di sfiducia possa ottenere i voti necessari Fi dovrebbe assumersi la quasi totalità della colpe della sconfitta.
Lo Strassoldo-day si preannuncia incerto, nebuloso. E’ probabile che gli incontri si susseguiranno anche in mattinata prima dell'inizio dei lavori, in aula. Un’aula, quella del consiglio provinciale, che oggi incasserà una sorta di record di presenze. Sono previste anche manifestazioni. Oltre ai grillini, anche il coordinatore provinciale dell’Italia dei valori, Alessandro Candriella, annuncie per questa mattina, a partire dalle 9.30, una manifestazione di protesta nei pressi del palazzo ella Provincia. «La manifestazione – dice – si svolgerà in maniera civile ma forte per mettere in risalto tutto lo sdegno per il protrarsi della grave situazione».

Data: 
Venerdì, 23 November, 2007
Autore: 
Domenico Pecile
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Udine
Stampa e regime: 
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