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IL CONGRESSO I radicali: sosterremo Prodi

Testo: 

Rilanciato da Padova anche il progetto della Rosa nel pugno. Tra le priorità il risanamento dell’economia
Pannella: no al salto nel buio, bisogna salvare la legislatura

«Siamo una galassia mondiale, impossibile un’adesione al Pd»

PADOVA. I Radicali Italiani danno sostegno al governo in carica. Non perde la battuta al vetriolo, Marco Pannella, ma da Padova, dove si è aperto ieri il congresso nazionale di Ri, afferma di «lavorare per andare nella direzione necessaria: far proseguire questa legislatura».
Sebbene all'insegna del «disegno radicale dell'alternanza per le alternative», Pannella assicura che «salvare la legislatura» è l'esigenza primaria. Anche se, sottolinea polemico, «non ci troviamo bene in questo centro sinistra, io non sono masochista».
Per scelta che risale a tre anni fa, ribadisce, loro «sono, per il momento, i nostri compagni di strada, ai quali noi soli siamo leali». Senza rinunciare all'identità radicale, prosegue, di fronte all'invito «a sciogliersi per confluire nel Partito Democratico»: impossibile - dice alla stampa in un monologo di una ventina di minuti -, il Partito dei Radicali Italiani non si può sciogliere, è una galassia policentrica, attiva a livello mondiale».
Come per la battaglia contro la pena di morte: la notizia del deposito all'Onu della risoluzione per la moratoria dell'esecuzione capitale commuove la platea e trascina alle lacrime di gioia Emma Bonino, ministro della Repubblica Italiana, che si deterge il viso con un gesto ingrandito dal maxi schermo del congresso.
La commozione generale interrompe brevemente la lunga relazione della segretaria nazionale dei radicali italiani Rita Bernardini, che, anche lei, conferma il sostegno al governo.
Un appello a «salvare» il governo, a finire la legislatura è arrivato anche dalla segretaria Rita Bernardini, la qualew ha subito chiarito, nel suo intervento, che la posizione di Marco Pannella il quale, da mesi, insiste sulla necessità di non far cadere Prodi, la trova del tutto d'accordo.
«No al salto nel buio - ha detto - salviamo la legislatura, difendiamo il parlamento. La proposta che Marco fa al congresso e alla quale dobbiamo dare una risposta che, come mi auguro sarà positiva, non può limitarsi in un ok senza conseguenze politiche di iniziativa e d'azione».
La Bernardini ha ribadito la necessità di stare al governo e la posizione nei confronti dell'esecutivo di Prodi: «La centralità della riduzione del debito pubblico - ha spiegato - e della riqualificazione della spesa pubblica ma anche la richiesta di un'azione rivolta a combattere la vera povertà».
Per quanto riguarda il progetto Rosa nel Pugno, la Bernardini ha dichiarato: «Continuiamo a credere in quel progetto, nei 31 punti di Fiuggi, nella necessità di una unità di laici, liberali, socialisti, radicali». Ma la segretaria dei Radicali non nasconde che il progetto è in crisi, una crisi articolata in due punti: la proposta di statuto di un partito centralistico verticale, la richiesta di concedere alle organizzazioni territoriali di un siffatto partito l'utilizzazione del simbolo della Rosa nel Pugno nelle elezioni regionali, provinciali, comunali. «Con la candidatura di Pannella e Bonino alle primarie del Pd - ha puntualizzato la Bernardini - avremmo dovuto farlo insieme, radicali e socialisti, con maggior forza come Rosa nel Pugno».

Data: 
Venerdì, 2 November, 2007
Autore: 
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Fonte: 
MESSAGGERO VENETO
Stampa e regime: 
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Commenti

E pensare che ritenevo i radicali italiani contrari ad ogni forma di accanimento terapeutico, errore perchè sia il sostegno al governo Prodi così come, il tentativo, alquanto patetico, di rilanciare il progetto ormai morto e sepolto della RNP, vanno incontrovertibilmente in questa direzione, e la coerenza? Un triste gadget da vendere nei mercatini rionali sperando di ricavarne così qualche euro che possa contribuire a far sopravvivere il soggetto radicale che per un Paese come l'Italia è comunque necessario e doveroso perchè una dose di sana laicità serve a tutti quanti noi, a prescindere da come la si pensi.

Daniele