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Cciaa, il 21 la nomina di Da Pozzo

Testo: 

C’è la data per la successione a Valduga. Ieri il presidente in pectore e il vice Luci da Capezzone

Venerdì 21 settembre sarà il giorno della nomina ufficiale di Giovanni Da Pozzo alla guida della Ccia. Dopo il via libera della giunta camerale, per inaugurare l’era Da Pozzo manca infatti solo il voto del consiglio che è stato convocato venerdì 21 settembre. L’attuale presidente Adalberto Valduga presenterà infatti nei prossimi giorni le dimissioni per dedicarsi unicamente all’azienza e alla guida della Confindustria regionale, della quale è presidente da febbraio.
Come vicepresidente della Cciaa è stato invece indicato il neo-presidente degli industriali udinesi Adriano Luci.
Entrambe le indicazioni nei giorni scorsi sono state espresse all’unanimità dal comitato delle categorie economiche, Cisae (presieduto dal presidente di Confartigianato Carlo Faleschini), malgrado i timori di sui possibili malumori della componente degli artigiani che però hanno già la presidenza di Udine e Gorizia Fiere (con Sergio Zanirato).
Ieri Da Pozzo e Luci, insieme allo stesso Faleschini, hanno partecipato in Castello alla presentazione del manifesto per l’impresa “decidere.net” di Daniele Capezzone, presidente della commissione Attività produttive della Camera. «La vera emergenza del Paese – ha detto Capezzone, affiancato dal radicale Gianfranco Leonarduzzi – non è l’evasione fiscale, ma sono le tasse. Sono sorpreso che Prodi, a Bari, abbia parlato in quel modo - ha aggiunto - perchè ha dimostrato di non conoscere il paese. Se non si capisce che dobbiamo rimettere in moto l’economia del paese si continueranno a prendere delle decisioni sbagliate. Come è stato fatto con la Finanziaria dello scorso anno. Una mazzata per la nostra economia». Il presidente della commissione ha poi rilanciato le sue proposte: «Passaggio progressivo, in 5 anni, ad un’aliquota unica (flat tax) del 20%. Federalismo fiscale e competitivo. Presidenzialismo sul modello americano o francese con una sola camera con 500 deputati eletti con sistema maggioritario». E ancora: «Abolizione delle province, privatizzazioni, detassazione del lavoro straordinario, e aumenti salariali legati all’andamento dell’azienda». Capezzone si è detto molto soddisfatto del network che ha avviato su questi temi. «A Udine abbiamo avuto una delle prime risposte in Italia, ma in tutto il paese i contatti crescono in progressione geometrica».

Data: 
Domenica, 9 September, 2007
Autore: 
(c.r.)
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Udine
Stampa e regime: 
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