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Alla Camera interrogazione dei Radicali. Nozze gay, Calderoli chiede al Senato un voto contro il Fvg

Testo: 

TRIESTE
Il congedo matrimoniale che la Regione ha concesso a un dipendente gay di Udine, convolato a nozze con un militare belga ad Anversa,diventa sempre più un caso nazionale. Se il centrodestra, su input di Ferruccio Saro, interroga al Senato, la Rosa nel Pugno, su spinta dei radicali friulani, risponde alla Camera.

Ma non basta. Roberto Calderoli prova a mettere in difficoltà già in queste ore l’Unione proprio sul congedo che Riccardo Illy e la sua giunta hanno concesso.
E lo fa a Palazzo Madama dove, da ieri, si discute la risoluzione che accompagna la legge comunitaria: l’ex ministro della Lega, contando sui numeri risicati della maggioranza, presenta un pacchetto di «emendamenti trappola» alla risoluzione che vanno dall’Alitalia alle pensioni. Ma, già che c’è (e con l’appoggio di Saro), in quel pacchetto propone una «censura» al Friuli Venezia Giulia, troppo aperto sui matrimoni omosessuali.

L’emendamento Calderoli,che già oggi potrebbe essere votato, impegna il governo italiano a far sì che la Regione Friuli Venezia Giulia e il Comune di Trieste, chiamato in causa per la registrazione poi annullata di un matrimonio gay, rispettino la Costituzione. L’emendamento precisa che l’intervento di Roma si rende necessario perché tanto la Regione quanto il Comune di Trieste «hanno riconosciuto matrimoni gay contratti in paesi dell’Unione europea».
In attesa dell’epilogo,mentre An definisce «un grave errore» e «un atto illegittimo» il congedo concesso dalla giunta, auspicando l’intervento della Corte dei conti e denunciando «l’incredibile assenso della Margherita), la Rosa nel Pugno scende in campo in difesa della Regione. I deputati radicali Donatella Poretti, Marco Beltrandi, Sergio D’Elia, Bruno Mellano e Maurizio Turco - d’intesa con i radicali friulani di Stefano Santarossa - presentano infatti un’interrogazione al ministro della Famiglia Rosy Bindi e a quello del Lavoro Cesare Damiano, in cui plaudono alla scelta del Friuli Venezia Giulia, «resasi necessaria a causa della grave disparità di trattamento sui diritti riconosciuti agli eterosessuali e negati agli omosessuali». Ancora, i deputati radicali sollecitano i due ministri «ad adottare una regolamentazione degli aspetti accessori afferenti le nuove tipologie di convivenza ormai regolate in quasi tutti i Paesi europei».

Data: 
Giovedì, 19 July, 2007
Autore: 
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Fonte: 
IL PICCOLO - Regione
Stampa e regime: 
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Commenti

...e il solito Calderoli. Mi stupisce l'atteggiamento dell'ex-socialista Saro. Sta cercando di accreditarsi in vista delle prossime regionali?