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RISPOSTE E DOMANDE AD ANGIOLO BANDINELLI

Testo: 

Caro Angiolo,

vorrei condividere con te e con altri compagni, che ci leggono in copia,
alcune riflessioni circa la tua lettera aperta a Marco Cappato. Credo
che ti sbagli: non è Bacchi a scardinare, dribblare, l' offerta.
Cappato, eludendo la domanda che ha vera potenzialità di trasformazione,
ci propina l' ennesima puntata del dramma “Capezzone traditore” VERSUS
“Pannella che si mangia i suoi figli”. BASTA ! Non sono dei bambini, se
la sbrighino da soli.
Vada Cappato, insieme ad altri, se vuole, a iscriversi a Decidere.net; a
trasformarlo, e poi eventualmente a cercare di collegarlo a R.I., e/o
alla galassia radicale. E' solo così che si fa a trasformare qualcosa:
accettala, vai a toccarla, prenditene cura.
Altrimenti, puoi sparare, e cercare di uccidere. E' una scelta. Purché
sia chiara e consapevole.

La domanda è questa, e voglio risposte solo su questo: "Noi, firmatari
di questa lettera, sentiamo l’esigenza di una riflessione approfondita
su come ri-organizzarci, su quali nuove regole siano necessarie per
garantire un futuro e una crescita – anche territoriale - all’intera
area che i radicali oggi rappresentano."

Compagni che avete scritto la lettera e firmato con me, vi prego,
lasciamo cadere il resto. Avete le vostre ragioni, ma, è passato. Non ha
potenzialità di cambiamento.

Dopo una notte passata al pronto-soccorso (causa abbassamento del
potassio avevo dei sintomi di dolore al petto e al braccio sinistro
simili a quelli di un infarto), mi sono concesso un pasto normale,
trasgredendo al mio digiuno post-moratoria, che ho iniziato sabato
scorso. Me lo sono goduto. Bene, proseguo il digiuno, su quella unica
frase virgolettata sopra.

Per aderire: igorboni@hotmail.com (3485335309), ant.bacchi@tiscali.it
(3336498956), silvio.viale@libero.it (3485335310), marco.azzali@azza.it
(3356507956).

Ti chiedo umilmente, Angiolo, di non paragonare l' iniziativa di, ad
oggi, 200 compagni, alcuni dei quali hanno 30 anni e più di militanza
(non io), all' offensiva di truppe cammellate del PCI. E ti spiego il
perché:

Io credo, e altri con me, che la Trasformazione VERA sia solo dall'
interno. Non esiste trasformazione dall' esterno; dall' esterno può solo
venire uno stimolo ed un aiuto, a volte. Quanto stiamo facendo lo stiamo
facendo IN Radicali Italiani, PER Radicali Italiani. Altrimenti saremmo
altrove, a fare altro.

Mi scuso con molti compagni e dirigenti per le componenti di violenza e
di offesa che ho agito contro di loro; riprendo a vivere, sebbene,
purtroppo, portandomi appresso quanto resta di tutte le mie scorie, le
mie dinamiche infantili. Questo posso fare per ora.

Continuo a lottare su questo: "Noi, firmatari di questa lettera,
sentiamo l’esigenza di una riflessione approfondita su come
ri-organizzarci, su quali nuove regole siano necessarie per garantire un
futuro e una crescita - anche territoriale - all’intera area che i
radicali oggi rappresentano."

E continuo a lottare PER LO STATUTO: PERCHE' SIA AUTENTICAMENTE
LIBERALE, DEMOCRATICO, FEDERALE, LIBERTARIO. PERCHE' POSSA ESSERLO
CONCRETAMENTE, NEL CORPO DEL PARTITO E DI OGNUNO DI NOI.
Oppure, come seconda scelta, perché divenga invece formalmente
centralista, anti-democratico, illiberale, autoritario.
Anche questo sarebbe un male minore. Infatti, nell' odierna
dissociazione non può esserci alcun progresso. Dall' autenticità, e
persino dall' autentica bruttezza, ci sarebbe invece potenzialità di
crescita, di trasformazione, un millimetro al giorno, MA VERO, oltre che
nella direzione giusta.

Circa il Congresso Angiolo, VIVA IL CONGRESSO ! CHE SIA TALE !!

E se tu dovessi essere sconfitto, dici, usciresti dal Congresso e dal
Partito senza rimpianti. IO NO. Io mi ci alleno alle sconfitte. Ne
faccio un lavoro prezioso. Io “sarò il giapponese” di questo Partito,
non fosse altro che per combattere, NON Marco Pannella, Rita Bernardini
o Marco Cappato. Ma per combattere quanto di dinamiche autoritarie,
claniche, infantili distruggono NEL NOSTRO CORPO tutto ciò che è l'
Essenza del nostro Essere, e del nostro Essere Radicali. Lo farò
trasformando me stesso, lottando contro la mia avidità, di cibo
innanzitutto, e poi, se possibile, trasformando il mio ambiente, il
nostro Partito.

C'è una frase di Marco Pannella che mi sono inciso sulle cornee, ed è
questa: “poter edificare una società (un po' più) libertaria,
prefigurarla rivoluzionando SE STESSO, i propri meccanismi, IL PROPRIO
AMBIENTE e senza usare mezzi, metodi, idee che rafforzano le ragioni
stesse dell'avversario”.

Ed è questo che cerco di fare, NON ALTRO; con tutti i miei difetti, i
miei limiti, le mie storture, le mie distrazioni. Se la mia analisi
circa le dinamiche attuali del partito è sbagliata, io non chiedo di
meglio che un dibattito serio su questo. Che me lo dimostriate, che ho
solo avuto un incubo e magari un incubo della mia infanzia. Dimostratemi
questo, e sarà sufficiente, per me, per essere ancora di più e ancora
una volta felice, sereno, estatico; mi farò una bella carbonara e magari
una bella vacanza in Brasile.

Con affetto e gratitudine sinceri.

Il tuo compagno

Marco Azzali

marco.azzali@azza.it
cell.: 3356507956

E con preghiera di pubblicazione sui siti radicali e su "Notizie Radicali"

Autore: 
Marco Azzali
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Commenti

Io, ieri sera, pur essendo un capezzoniano doc, un volonteroso e pure un aderente a decidere.net ho deciso di aderire all'appello di alcuni compagni radicali perchè dentro il partito si avvii, finalmente, una fase di riflessione che porti ad una maggiore democraticità dentro RI affinchè, nei limiti del possibile, non si verifichi mai più un altro caso Capezzone che, detto tra noi, bene al partito non fa, nonostante gli sproloqui di un Vecellio in versione kamikaze radical-pannelliana.
E poi la mia firma l'ho data anche come mio, spero di no ma temo di sì, ultimo atto d'amore verso un partito che ha fatto tanto, tantissimo, per la libertà di ogni individuo che, in questo momento della propria storia, non riesce nemmeno a garantirla per i propri iscritti e simpatizzanti, a causa di chi? Io dico solo le iniziali del nome e del cognome M.P., dopo fate un po voi...
Daniele