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Aperture domenicali, Radicali contro sindacati

Testo: 

I radicali si schierano a favore della legge regionale sul commercio e delle ultime modifiche apportate e puntano il dito contro i sindacati. «Le invocazioni dei sindacati per incoraggiare i commercianti alla “serrata” per il Primo maggio – attacca Gianfranco Leonarduzzi, referente cittadino ed esponente del comitato nazionale dei radicali italiani – sono irragionevoli. Il fallimento dello sciopero di Pasqua non è bastato a coloro che intendono distribuire quote di eticità in un sistema economico aperto. Sbarrare la strada alla libertà d’impresa significa bloccare una parte dell’economia della nostra Regione. Chiedere, come fanno oggi i sindacati, l’obbligo di chiusura durante le festività anche nei comuni turistici è tipico di rappresentanze sindacali con una tendenza al paternalismo».
I radicali criticano sia le cinque festività “protette” (Capodanno, Pasqua, Primo maggio, Natale e Santo Stefano), sia la richiesta rivolta ai sindaci di fissare un tetto alle aperture domenicali per impedire che si arrivi alla deregulation. «La riforma sul commercio regionale è strategica per l’occupazione, arricchisce i comuni turistici, pone le città come Udine nelle condizioni di fronteggiare i grandi centri commerciali e consente a tutti di scegliere. Garantendo ai cittadini i servizi che il mercato richiede. Poco pertinenti poi – conclude Leonarduzzi – le minacce nei confronti delle aziende che usufruiscono delle aperture domenicali. Il sindacato ha smarrito la capacità di comprendere le dinamiche dello sviluppo, del turismo e del commercio come formidabile propulsore dei centri urbani”.

Data: 
Mercoledì, 18 April, 2007
Autore: 
Cristian Rigo
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Udine
Stampa e regime: 
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Commenti

I sindacati, in Italia, ormai, rappresentano solo i loro iscritti e basta, col resto del popolo lavoratore, e non solo quello a dire il vero, oramai i contatti si sono persi da tempo e forze autenticamente riformatrici come i radicali non dovrebbero, secondo me, stare a perdere troppo tempo con questa gente di mente antica e fuori tempo che impedisce al Paese Italia di avere una struttura commerciale veramente competitiva col mercato estero noi, inteso come radicali, dobbiamo parlare con la gente, quella vera, lasciando perdere, se possibile, certi ruderi del sindacato nostrano che tanto male stanno facendo all'Italia.
E poi, altra considerazione, amara, al di là delle facili battute che si possono fare su Berlusconi o Montezemolo, almeno per me, in Italia, fare l'imprenditore seriamente non deve di certo essere cosa facile o semplice al contrario, invece, di altri Paesi e poi, una proposta certamente provocatoria ma che potrebbe, se ben sviluppata, anche avere una sua efficacia che consiste nel fatto che in caso di scioperi delle aziende nei giorni domenicali, noi, iscritti e simpatizzanti radicali potremmo offrirci, in cambio di un obolo simbolico, di sostituire la domenica i lavoratori delle suddette aziende facendole funzionare lo stesso in assenza dei lavoratori scioperanti anche se sono, in ogni caso, comunque ben conscio delle molteplici difficoltà che questa idea, anche tra di noi, può produrre però, in ogni caso, questa è una proposta che si potrebbe attentamente valutare anche per attirare l'attenzione verso queste problematiche dell'opinione pubblica togliendo, in questo modo, di mano, al sindacato, la gestione, a livello informativo e non solo, del tutto.
Daniele