Capezzone è “dentro, ma è fuori” dal partito radicale

Inserito da stefanosantarossa il Dom, 04/03/2007 - 15:34
Data: 
04/03/2007
Testo: 

Lo slogan di Radio radicale – che è dentro, ma è fuori dal Palazzo – è il simbolo dei radicali.
Opportunamente, Sofri l’ha ricordato nel suo bellissimo articolo di qualche giorno fa.
Essere dentro e fuori dalle cose è il processo di conoscenza. Nulla si com-prende senza vederlo, nulla si vede se non ponendosi, almeno per un istante, fuori di sé.
Pannella è il Palazzo radicale, ed, ontologicamente, non è e non può essere fuori di esso. Non è, come dice Sofri, una volontà di osare la sfida: Pannella è e sta, gli altri vanno e vengono.
Se Pannella è, meglio di ogni altro, il partito radicale, l’on. Capezzone – si usa il nome, Daniele, solo prima di bastonare – forse comprende il partito meglio di ogni altro.
Lo comprende proprio per essere in parte dentro ed in parte fuori. Perché è fuori, perché Capezzone è un eccezionale militante, ma non è il partito?
Non c’entrano nulla la sua onestà che è fuori discussione, la passata segreteria, il vincolo di mandato. Né il possibile domani. Io guardo al Capezzone in atto, non a quello in potenza.
Non riduciamo Capezzone ad embrione politico. Le cose non hanno alcun senso oggi, se il loro senso è, come per l’embrione di Ruini, quello di avere senso domani.
Nell’oggi di Capezzone vedo, ad esempio, questa dichiarazione, resa dopo le critiche del Ministro Bonino all’annunciata astensione:
“Spero -infine- che sia condivisa la mia doppia richiesta: c'è il coraggio di recuperare i quattro punti del Dpef (pensioni, sanità, pubblico impiego e finanza locale)? E c'è il coraggio di cambiare la politica fiscale di Visco, volta a mettere nel mirino in modo indiscriminato la realtà delle piccolissime, piccole e medie imprese?”
Su questi temi Capezzone è preparato ed efficace. Tutti noi (anch’io) lo cerchiamo per parlarne insieme, se lo sciopero della fame per la bellissima lotta sui senatori glielo consente.
Questi temi sono parte del partito radicale, ma non tutto. Ed oggi, Capezzone dimostra di essere soprattutto questa parte. Perché caricarlo del peso di essere tutto, se non lo è?
Capezzone piace per la sua bravura e perché parlare di pensioni, sanità, pubblico impiego, finanza locale, politica fiscale è il modo migliore per dire tutto senza fare niente.
Chiacchierare di tutto senza fare nulla è la specialità dell’Italia: è questo filo che tiene unito Capezzone ai salotti. Non so chi ha tessuto questo filo, ma Capezzone ne tiene un capo.
Spero, anzi sono certo, che egli sappia reciderlo prima che lo taglino gli altri. Sono certo, anzi spero, che egli abbia la capacità di discernerne quando la teoria è fine a se stessa.
Intanto, il partito è ancora Pannella perché ha la capacità di tenere insieme tutto, senza dare senso a quasi niente.
Mi rapporto ai non- senso di Pannella, come alla vita. Sono una parte, che è dentro, ma è fuori da (…). E Capezzone?

Autore: 
Fausto Cadelli

Dentro e fuori.

E i Volonterosi cosa sono? E il progetto " 7 giorni per un impresa"? Certo, a volte Daniele tende ad iniziare molte cose senza poi concluderle però, queste due cose sopracitate sono due atti concreti, reali, e non le chiacchiere che tu dici nel tuo pezzo.
E poi, riguardo Pannella, nessuna persona sana di mente nega il valore di un individuo che tanto ha dato non solo ai Radicali ma all'Italia intera ma, ad un certo momento della vita bisognerebbe anche avere il coraggio intellettuale di fare un passo indietro e passare la mano a gente che, sia ben chiaro, non per forza deve chiamarsi Daniele Capezzone ma anche Marco Cappato o Michele De Lucia, tanto per citare altri due personaggi di indubbio valore, abbia oltre che l'idea radicale in se anche la capacita di lettura dei tempi attuali che, a mio modestissimo parere, Marco non ha più, tutto qua evitando poi, se possibile, di costruire dei totem o dei tabù che nel giro di poco tempo rischierebbero di cadere in mille pezzi cosa, questa, da evitare nel modo più assoluto.
Saluti Daniele