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LA SCALATA DELL’EX DC

Testo: 

DA NEW ENTRY A GRANDE CAPO

E’ diventato capitano della squadra alla vigilia della finalissima, la rivincita contro Riccardo Illy nel 2008. A mettergli la fascia al braccio è stato Sandro Bondi, che con Isidoro Gottardo condivide una cosa: dell’exploit in Forza Italia entrambi devono “ringraziare” lo scontro feroce che caratterizzò i forzisti alle regionali 2003 del Friuli Vg, quando Bondi prese il posto di coordinatore nazionale lasciato libero dal dimissionario Roberto Antonione, e Gottardo fece il suo ingresso ufficiale nel partito azienda di Berlusconi.
Come il suo idolo di sempre, il pilota di Formula 1 Jim Clark sulla sua Lotus («quando morì, fu come perdere un congiunto»), anche l’ex sindaco democristiano, classe ’54, ariete, fedelissimo di Santuz ai tempi della Prima Repubblica e pilota “provetto” di Cart sui circuiti, ci ha messo davvero poco a tagliare il traguardo. Nel 2001 (quando il Cavaliere vinse le politiche) era capo dell’opposizione in Regione e passava le sue giornate a fare le pulci a Roberto Antonione, primo presidente triestino (non è Illy, dunque) del Friuli Vg; nel 2007 è il leader di Forza Italia, che passa da un ex socialdemocratico come Vanni Lenna a un Dc dalla “carriera classica”: consiglio di quartiere a 18 anni (San Giovanni al Tempio sulla statale 13, il borgo dove è nato anche l’assessore regionale Sonego), dieci anni di consiglio comunale a Sacile (con puntatine da assessore), altri dieci da sindaco e, dal 1993 , la Regione. Ultimo segretario del Ppi, si inventa il Cpr e, nel 1998, torna in Regione eletto nel pordenonese assieme a Moretton, anche lui ex Dc (ma di corrente morotea, poi passato con Gottardo nella grande area De Mita). Ed ecco che a un certo punto le strade si dividono: Moretton nella Margherita, Gottardo con le truppe del Cavaliere, passa in maggioranza e sostiene il governo guidato da Renzo Tondo.
La strada è in discesa. Due anni dopo Gottardo si candidata, stavolta con Fi, e rientra in consiglio regionale con quasi quattromila preferenze. Nominato capogruppo ci mette altri tre anni e sfila il posto di coordinatore regonale a Lenna.
A brindare per primi al lider maximo (a parte moglie e tre figli) sono stati i due veri, grandi sponsor: Manu Di Centa (sua vecchia amica) e Renato Brunetta (arci-vecchio nemico di Ferruccio Saro, fin dai tempi di papà De Michelis), che gliel’ha giurata al senatore di Martignacco e spera che Gottardo gli assesti qualche buon colpo alle reni. Nel partito c’è chi esulta (più di 500 sms e 200 telefonate) e chi dispera temendo una gestione solitaria. Ma Gottardo, “strenuo mediatore” (nessuno l’ha mai sentito gridare in 52 anni) è già al lavoro per nominare il coordinamento che lo affiancherà e che Roma ha rinunciato a scegliere, conferendogli più poteri del previsto, ma soprattutto tenendo conto della guerra di correnti che regna in Friuli.
Nella metamorfosi da “Pinocchio” nel ventre della Balena bianca, come molti scherzosamente lo chiamavano, a grande manovratore del Capodoglio azzurro, Berlusconi gli ha affidato un compito delicato, quello di allargare il partito ai delusi, di lanciare i Circoli di Dell’Utri e di Michela Brambilla, di reinvenarsi un “collateralismo” di matrice ex Dc perché il consenso politico di Fi non corrisponde ai risultati elettorali. Primo round saranno le amministrative, ma la vera scommessa di Isidoro, che potrebbe dargli la spinta finale per coronare il suo sogno nel cassetto, il Parlamento europeo, saranno le regionali 2008. Con la prospettiva di schierare un outsider, se Illy resterà in campo. E la necessità, prima, di regolare i conti ancora aperti con i papabili del partito. Tondo in primis.

Data: 
Domenica, 18 February, 2007
Autore: 
Tommaso Cerno
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Regione
Stampa e regime: 
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