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Contratto, chiesti danni per 15 milioni alla giunta Tondo

Testo: 

Il procuratore De Luca annuncia la citazione in giudizio di dieci persone per gli aumenti di stipendio in Regione 2000-2001

TRIESTE La Corte dei conti bocciò quel contratto. Aumenti eccessivi, ingiustificati, tanto da creare un danno erariale di milioni di euro.
Adesso quel danno è quantificato – una cifra da capogiro, 15 milioni – e i presunti responsabili sono individuati: 10 persone andranno a processo per aver dato il via libera agli importi salariali dei dipendenti regionali per il biennio economico 2000-01 nonostante la mancata certificazione della magistratura contabile. Nel mirino della Corte chi tirò dritto: la giunta Tondo.
L’ANTEFATTO Nel 2003, alla vigilia delle regionali, quella giunta, raggiunta una faticosa pre-intesa con i sindacati, rinunciò a rinegoziarla pur trovandosi di fronte ai rilievi pesanti della Corte, in primis sul calcolo degli aumenti che in Friuli Venezia Giulia, grazie all’introduzione di un tasso d’inflazione regionale più favorevole di quello nazionale, si rivelarono superiori al resto d’Italia. Il centrodestra al governo approvò dunque una delibera di generalità con cui autorizzava l’Areran a stipulare l’intesa vera e propria. Paolo Polidori, ex presidente dell’Agenzia negoziale, non era però d’accordo. Tanto che, prima di firmare, chiese un parere legale precisando di agire «come semplice mandatario».
L’ISTRUTTORIA Ieri il procuratore regionale Giovanni De Luca, nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha riaggiornato il caso. A due anni e mezzo dalla sua apertura, le indagini sono infatti concluse. «La procura – dice testualmente il procuratore – ha portato a termine l'istruttoria aperta sulla sottoscrizione e sull'applicazione del contratto collettivo di lavoro dei dipendenti regionali - area non dirigenziale - per il biennio 2000-2001, malgrado la certificazione non positiva pronunciata dalle sezioni riunite di questa Corte».
DANNO ERARIALE «Con il relativo atto di citazione – prosegue De Luca –, depositato nei primissimi giorni di quest'anno, sono state convenute in giudizio 10 persone per un danno quantificato in circa 15 milioni di euro». Al termine dell'udienza il viceprocuratore Emanuela Pesel Rigo, sollecitata dai giornalisti, aggiunge che i 15 milioni di euro sono l'ammontare del danno erariale quantificato al 31 dicembre 2006. E spiega inoltre che quella cifra sarebbe stata perfino più alta se, nel frattempo, non fosse intervenuta una sanatoria legislativa.
GIALLO Ma chi sono i citati? L’impressione tratta ieri in Corte è che tra i coinvolti non ci siano solo politici, da Tondo ai suoi assessori, ma anche, probabilmente, alcuni funzionari. L’ex presidente della Regione e l’assessore al Personale della sua giunta, Paolo Ciani, non aiutano a capire. Sono i primi, anzi, a non sapere. «Non ho ricevuto ancora nessuna chiamata a processo – dice Tondo –, commenterò quando avrò a disposizione le carte».
SICUREZZA «Non mi è arrivato nulla», fa sapere anche Ciani. Pure lui, come il deputato di Fi, ricorda di aver risposto mesi fa alle richieste della Corte con una memoria inviata in via Milano. Da allora nessuna novità. L’ex assessore, in ogni caso, ostenta sicurezza: «Nessun aumento ingiustificato: quel contratto fu chiuso nel rispetto dei limiti economici imposti dalle leggi nazionali». Nessun dubbio nemmeno sulla legge regionale 20 del 2002, quella che adeguò la collocazione del personale regionale proprio sulla base della contrattazione riferita al biennio 2000-01. «Quella legge – rileva il consigliere regionale di An – costruì lo schema grazie al quale si è infine arrivati al comparto unico. Abbiamo tirato dritto, certo. Ma non siamo stati né i primi né gli ultimi».

Data: 
Domenica, 4 February, 2007
Autore: 
m.b.
Fonte: 
IL PICCOLO - Regione
Stampa e regime: 
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