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"Non è vero che Piero si è ucciso; ha fatto come papa Wojtyla"

Testo: 

La vedova Mina replica al cardinale: non ha capito niente di mio marito e io non comprendo questa Chiesa

ROMA - «Il cardinale Ruini non l´ha proprio capito mio marito. E io questa Chiesa che celebra in pompa magna i funerali di Pinochet accusato di tanti omicidi e li nega al mio Piero che voleva solo smettere di soffrire, non la comprendo. Mi sembra distante, sempre più lontana dalle parole di Gesù. Dogmatica e poco caritatevole, se non fosse per le parole del cardinal Martini che ha capito i problemi di chi è malato e soffre, della necessità di una legge».
Non usa mezzi termini Mina Welby, l´austrungarica come la chiamava Piero prendendola in giro per il suo carattere, quel misto di forza inflessibile e dolcezza racchiusi in un corpo minuto.

Perché Ruini non ha capito suo marito?
«Dice che gli ha rifiutato il funerale perché era un suicida. Non è vero, Piero non si è ucciso, ha chiesto di interrompere una cura. Ha fatto come Giovanni Paolo II che quando stava per morire ha rifiutato la respirazione artificiale e chiesto di tornare alla casa del Padre. Quello che mi domando è: perché si può rifiutare una terapia e non interromperla?» .

Il cardinale parla di decisione sofferta nel negare il funerale
«Spero sia vero visto che ha ferito una madre di 86 anni disperata per la morte del figlio. Certo che la chiesa comunque prima o poi chiede sempre scusa, magari 150 dopo... >>

Si aspetta delle scuse?
«Non mi interessano perché le persone di fede le ho sempre sentite accanto: al funerale laico in piazza c´erano suore, sacerdoti, un prete è venuto a benedire la salma e in queste settimane ho ricevuto lettere, telefonate di parroci, religiosi che mi dicevano il loro affetto e la loro comprensione» .

Sacerdoti contestatori?
«Mi ha chiamato più volte anche Don Ciotti: mi ha detto stai sicura, non ti preoccupare: Dio non la pensa mica così, lui non avrebbe negato il funerale. E sono in tanti con la tonaca o meno a pensarla come lui. A capire che Piero soffriva troppo, che la sua vita non era più tale ma solo dolore e davanti la prospettiva di morire soffocato».

E invece?
«Se n´è andato dormendo, con me accanto».

Si è pentita?
«Ne rimorsi né rimpianti, non si poteva fare altro e soprattutto era quello che lui voleva. Ho fede e sono sicura che ora sta meglio dov´è. La realtà è che sono io ora a sentirmi persa e vuota senza di lui, con troppo tempo per me di cui non so che farmene se non combattere per quello che sognava. E così partecipo a convegni, seminari, sit in con i radicali, curo il blog, rispondo a chi scrive. È un modo per sentirlo ancora accanto».

Cosa voleva Piero?
«Una legge sul testamento biologico, sul rifiuto delle cure ma se non si muove la gente comune la vedo difficile. Sono delusa».

Delusa da chi?
«Anche dalla sinistra che dopo tante frasi, tante rassicurazioni in Parlamento ha votato contro l´indagine conoscitiva sull´eutanasia negli ospedali».

Lei cosa vorrebbe?
«Che smettessero di dire che è stato strumentalizzato, che era un malato abbandonato. Nessuno è stato più amato di lui».

Data: 
Martedì, 23 January, 2007
Autore: 
CATERINA PASOLINI
Fonte: 
LA REPUBBLICA
Stampa e regime: 
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