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Welby sarà cremato

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L'avvocato Rosso Di Vita: "Per ora Cappato e Riccio non sono indagati"

L'annuncio è stato dato stamane dalla moglie Mina, che assicura: "Continuerò la sua battaglia. Quando abbiamo scritto a Napolitano è scoppiato il casino"

"Piergiorgio sarà cremato". Lo ha annunciato Mina Welby, moglie di Piergiorgio Welby, durante la conferenza stampa convocata stamane al Partito Radicale. Minuta, serena, a tratti interrotta dalla commozione, Mina indossa un foulard bianco e un giubbino nero sopra un semplice jeans. Calza scarpe di ginnastica e la sua voce è flebile, ma sicura. E' la prima volta che parla in pubblico. Dice di avere le "febbre del palcoscenico, ma per Piergiorgio farei questo e altro. Ho passato una vita in complicità con lui. Poi gli ho chiuso gli occhi... E ora la vita di Piergiorgio deve essere valorizzata". "Lui non accettava di stare più lì. Eravamo come un vitigno che si abbarbicava su un'altra pianta - ha raccontato parlando del suo rapporto con il marito - Abbiamo chiesto aiuto a Marco Cappato e insieme abbiamo deciso di scrivere al presidente Napolitano. Lì è scoppiato il casino. Da quel giorno sapevo che saremmo andati verso il momento della dipartita".

"Ma l'ultimo giorno lo abbiamo vissuto in tale pace… Abbiamo parlato di tante cose. Mio marito era una zattera con delle vele molto precarie. Ma andava avanti…' Rivolgo un appello agli italiani: pensate a queste cose. I malati non hanno solo il problema di essere curati e assistiti bene", ha poi detto la moglie di Welby. Che spiega ancora: "Sono una tirolese, 'asburgica' mi chiamava Piero. Nel 2002 – scandisce -abbiamo conosciuto il Partito Radicale. Persone eccellenti, come lo sono state poi quelle dell'Associazione Luca Coscioni. Piergiorgio è diventato radicale perché voleva portare avanti il discorso dell'eutanasia. Solo quest'anno ho saputo che aveva paura di morire soffocato, come Luca Coscioni. Non lo voleva. Continuerò la sua battaglia per i diritti civili – annuncia - anche se sono una semplice casalinga. Ma ho fatto il liceo classico. Voglio continuare con l'aiuto dei radicali e degli altri amici".

Raccontando quindi gli ultimi istanti di vita del sessantunenne malato di distrofia muscolare morto mercoledì alle 23,40, Mina Welby ha rivelato: "Piergiorgio era commovente: chiamava i suoi amici per salutarli. Era come il come il commiato di una famiglia perché doveva andarsene, chiudere gli occhi. Ci ha fatto pure ridere. A Marco ha detto: 'Vecchio bestione, ti voglio bene'. 'Mi hai fregato', gli ha risposto lui. Poi sono rimasta sola con lui e con il medico. Quello che il medico ha fatto non lo voglio ripetere, lo ha raccontato lui''. Poi Mina si commuove: ''Adesso - dice - Piergiorgio è tranquillo. Festeggia il Natale e anche io lo festeggio".

"E' stato aperto un fascicolo da parte della Procura. Ma per 'atti relativi a'. Marco Cappato e Mario Riccio sono stati sentite come persone informate sui fatti, ma non sono indagati. E al momento non ci sono ipotesi di reato a loro carico", ha chiarito stamane l'avvocato Giuseppe Rosso Di Vita, legale dei gruppi Radicali, durante la conferenza stampa al Partito Radicale, dopo che il presiedente dell'Associazione Luca Concioni e il medico anestesista che mercoledi' alle 23,40 ha 'staccato la spina' a Piergiorgio Welby erano stati sentiti ieri dalla Digos. "Ribadiamo l'assoluta legalita' dell'intervento compiuto - ha rimarcato il legale - è un atto che ha tutti i crismi della legalita'. La Procura mira ad accertare il fatto, ma non ci attendiamo esiti diversi dall'archiviazione del procedimento".

Da parte sua, Mario Riccio, l'anestetista dell'Ospedale di Cremona che ha 'staccato la spina' a Welby spiega all'ADNKRONOS: "Non sono andato a cuor leggero ad ottemperare alle volonta' di Piergiorgio Welby, dicendo 'come va va'. Questo vorrei che fosse ben chiaro: credo di essermi mosso nella legalità".

Riccio, che ieri, insieme a Marco Cappato presidente dell'Associazione Luca Coscioni, e' stato ascoltato dalla Digos come persona informata sui fatti, aggiunge: "Preciso che abbiamo approfondito la questione con giuristi e filosofi. Mi sono convinto di agire in un campo di legalità. Ora sarà il magistrato a decidere se questo e' vero o no, ma sono sereno e in attesa di capire gli eventi giudiziari".

"Mi è dispiaciuto - fa sapere ancora Riccio - che qualche giornale mi abbia dipinto come il medico assolutamente sicuro che non ci fossero procedimenti giudiziari dopo quello che ho fatto. Da parte mia non c'e' alcuna sicumera. Temo, però, che questa voglia di farmi apparire supponente ci sia. Ora attendo gli eventi - conclude - sperando che non ci siano conseguenze giudiziarie. Sarebbe la conferma che la nostra tesi è giusta".

Sul versante politico, invece, il vicepremier Francesco Rutelli fa sapere: "Ho un gran rispetto per una vicenda umana così dolorosa e tuttavia ho la convinzione che comunque nessuno ha o dovrebbe avere il diritto di togliere la vita a un'altra persona".

Data: 
Venerdì, 22 December, 2006
Autore: 
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Fonte: 
ADNKRONOS
Stampa e regime: 
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