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Brollo: «Il mondo laicista è intollerante»

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LA CHIESA AI POLITICI Dopo la pubblicazione del "Vademecum" scritto dal cardinale Ratzinger per i politici di area cattolica
L'arcivescovo stigmatizza le reazioni alle direttive vaticane. «Si tratta di regole universalmente valide»

Minaccia? Intimidazione? Ritorno ai tempi del Sillabo? Allarga le braccia l'arcivescovo Pietro Brollo nel commentare i giudizi di certa stampa e di certi politici sulla "Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l'impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica" firmata dal cardinale Ratzinger. Una riprova in più, del resto, dell' "intolleranza del mondo laicista" che, sostiene Brollo, si rifiuta di "confrontarsi con altre posizioni". Il credo laicista, oltre che un credo, è un dogma che "si tramuta nel relativismo morale, ovvia conseguenza del pluralismo etico".
L'errore più grave è quello di non aver colto, o meglio, di aver fatto finta di non capire, che la direttiva vaticana parla, prima ancora che di religione cattolica, di morale naturale e leggi etiche naturali che "dovrebbero essere condivise da tutti i politici, cattolici e non". La questione di fondo, infatti, è di recepire la domanda morale. Com'è possibile, si interroga il presule, "che i politici dichiarino di essere disinteressati alla sfera morale, professandosi però contemporaneamente laici?".
La laicità implica l'autonomia della sfera civile e politica da quella ecclesiastica e religiosa, ma non certo l'autonomia da quella morale. Le regole e i principi su cui la "Nota" invita i politici a riflettere, per evitare la disgregazione della società, sono "leggi etiche universali" che dovrebbero essere assunte da tutti, di qualsiasi colore essi siano. Lo ribadisce, del resto, la direttiva stessa in più punti, volutamente tralasciati dai media: "Non si tratta di valori confessionali, poiché le esigenze etiche sono radicate nell'essere umano e appartengono alla legge morale naturale". Per Brollo si tratta di un richiamo, innanzitutto, alla morale razionalmente fondata.
Vuoi per impreparazione culturale, vuoi per superficialità, i politici sanno sempre di meno in base a quali principi legiferare. Ed è per questo che la lettura delle diciotto pagine del documento, dice Brollo, "potrà servire da lume" affinché i nostri legislatori si chiedano se hanno mai pensato di decidere e votare sulla base di regole universali. Il pluralismo partitico è sacrosanto, ma non certo quello etico che sfocia nell'anarchia morale. Che c'è ed è ormai quasi una prassi. Vanno bene ormai tutti i comportamenti, tanto che, sottolinea l'arcivescovo, "lo stesso concetto di famiglia è ormai in crisi".
Dall'Europarlamento è giunto il riconoscimento degli stessi diritti alle coppie di fatto. "Si vuole disgregare il concetto di famiglia naturale monogamica tra persone di sesso diverso", pilastro su cui la "Nota", assieme alle riflessioni su embrione, eutanasia, pace, libertà religiosa, insiste con forza. Temi che bussano alla coscienza di tutti, non solo dei cattolici. A proposito, "ma quali cattolici?", si chiede amaramente Brollo.

Irene Giurovich

Data: 
Sabato, 18 January, 2003
Autore: 
Fonte: 
IL GAZZETTINO - Udine
Stampa e regime: 
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