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Persi i finanziamenti per il nuovo carcere

Testo: 

Carenza di infrastrutture. I fondi stanziati dal governo Berlusconi sono stati redistribuiti, ma della struttura di Pordenone non c’è più traccia nel documento
La regione nella quale sono previsti i maggiori interventi negli istituti di pena è la Campania

Il piano pluriennale delle opere in materia di edilizia penitenziaria ha dirottato i 32 milioni di euro nel Centro-Sud

Contento presenta un’interrogazione urgente: siamo stati presi in giro dal ministro Mastella

Pordenone perde i finanziamenti per il nuovo carcere. Il nuovo Piano straordinario pluriennale di interventi in materia di edilizia penitenziaria (che andrà la prossima settimana in Commissione Giustizia della Camera dei deputati) ha dirottato i 32 milioni di euro verso altre strutture, prevalentemente nel Sud d’Italia.
«E’ stato aggiornato il Piano straordinario pluriennale di interventi in materia di edilizia penitenziaria a suo tempo votato dal centrodestra: il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, attraverso il Dipartimento, ha tagliato i 32 milioni di euro destinati alla realizzazione del nuovo carcere di Pordenone dirottandoli per i due terzi alla Campania. Ci sentiamo presi in giro, nonostante avessimo ricevuto rassicurazioni proprio da lui». L’allarme è stato lanciato ieri pomeriggio, nel corso di una conferenza stampa, dall’onorevole Manlio Contento (An) che fa parte della commissione Giustizia della Camera che la prossima settimana dovrà approvare il documento.
Con la legge 259/02 era stato disposto uno stanziamento di 93 milioni di euro per l’attuazione del Piano straordinario pluriennale di interventi di edilizia penitenziaria: 43 milioni per il nuovo carcere di Varese (200 posti), 32,4 milioni per quello di Pordenone (150 posti) e 17,5 milioni per l’ampliamento della casa di reclusione di Milano Bollate (340 posti). Soltanto l’ultimo intervento è effettivamente partito, mentre le procedure di gara per gli istituti di Pordenone e Varese erano state annullate in quanto ritenute difformi dalle disposizioni Ue.
«Non è sembrato opportuno – si legge nel nuovo documento – indire nuove gare» come era stato escluso il ricorso perché «avrebbe comportato l’ingiustificata corresponsione di somme per interessi e spese generali». Il ministero della Giustizia ha quindi optato per «la realizzazione dei nuovi istituti nell’ambito del programma di edilizia penitenziaria di competenza del ministero delle Infrastrutture» mentre i fondi disponibili sono stati riformulati per realizzare sei padiglioni detentivi in ampliamento a istituti esistenti.
Piano rivisto, quindi, «per interventi individuati sulla base di valutazioni e considerazioni che hanno portato a ubicare nelle regioni del Centro-sud la maggior parte degli interventi». Pertanto «si è ritenuto prioritario e necessario prevedere due interventi nella regione Campania ove è avvertita l’esigenza di posti detentivi anche in relazione ai fatti criminosi che affliggono in questo momento la regione».
Il nuovo Piano straordinario, insomma, prevede il potenziamento di sei istituti penitenziari esistenti ad Avellino, Velletri e Cuneo (8,5 milioni di euro per 200 posti ciascuno), a Catanzaro, Santa Maria Capua Vetere e Palermo con 13 milioni di euro e padiglioni da 300 posti ciascuno. Altri 2,7 milioni di euro sono stati previsti per le indagini geologiche, progettazione e direzione lavori di questi istituti. Di Pordenone, però, non c’è più traccia.

Data: 
Sabato, 2 December, 2006
Autore: 
ENRI LISETTO
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
Stampa e regime: 
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