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«Dialogo sì, ma niente moschea». I radicali attaccano monsignor Poletto

Testo: 

Il sindaco: rispetto delle regole condivise e trasparenza. I radicali attaccano monsignor Poletto
«Dialogo sì, ma niente moschea»
De Anna: anche i nostri nonni emigranti pregavano a casa loro
IMMIGRAZIONE
Bortolotti: loro dimostrino la stessa accondiscendenza

Frenano, sulla possibilità di aprire la strada a una moschea in città e aprono al dialogo, i rappresentanti istituzionali della Destra Tagliamento; i Radicali friulani, invece, attaccano duramente il vescovo che aveva parlato di diritto dei musulmani a disporre di un luogo di culto in cui poter pregare.
«Chi viene nel nostro Paese lo fa per cercare condizioni di vita migliore o per pregare? Se viene per una vita migliore – spiega il presidente della Provincia, Elio De Anna (Forza Italia) – credo possa pregare in casa o in realtà esistenti come hanno sempre fatto i nostri nonni e padri quando sono andati in territori dove esistevano culture e religioni diverse». Quando «e se ci sarà l’auspicata integrazione e reciprocità» e sarà consolidata la miglior qualità di vita, aggiunge il presidente, «credo che si possano aprire opportunità per realizzare anche quelle che oggi sono definite moschee, che devono essere e rimanere luoghi di culto e non luoghi di “indottrinamento“».
No alla moschea subito, secondo il primo cittadino Sergio Bolzonello, ma nelle parole del presule «non vedo scandali: il problema è capire esattamente, in questo momento storico, cosa succede all’interno di esse». Via libera a «luoghi di preghiera per tutti, ma nel rispetto delle regole condivise e di massima trasparenza».
Il messaggio di pace della Chiesa cattolica «è conosciuto e condiviso» dal sindaco di Azzano Decimo, Enzo Bortolotti (Lega nord), fautore della “battaglia“ contro l’uso del burqa. Ma con dei distinguo: «Un conto è incontrarsi in un luogo privato, altro è invece che siano le istituzioni a mettere a disposizione strutture che poi creano anche problemi di ordine pubblico e disturbo della quiete e magari pagate dai cittadini italiani». Nessuna contrarietà a «professare la propria fede», aggiunge il primo cittadino, «ma in casa: assolutamente contrario al fatto che siano le istituzioni a mettere a disposizione strutture, magari contro le norme urbanistiche, pur di placare le richieste dei musulmani, dimostrando così accondiscendenza nei confronti di una religione che non fa altrettanto con la nostra».
«Basta diktat dal vescovo», attacca Stefano Santarossa dei Radicali friulani: «Negli ultimi anni – aggiunge – l’invadenza clericale ha superato ogni limite», citando «le aperture domenicali e le unioni di fatto».
Infine Luca Bagatin, segretario del partito d’azione liberalsocialista, che parla di «dogmi da medioevo». (e.l.)

Data: 
Sabato, 11 November, 2006
Autore: 
ENRI LISETTO
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
Stampa e regime: 
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