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Fi alla Lega: separare i fondi per i neonati dagli aiuti alle famiglie

Data: 
Martedì, 31 December, 2002
Testo: 

Venier Romano tenta una mediazione in extremis per scongiurare il referendum

UDINE. Le norme sugli aiuti alle famiglie sono diventate il caso politico del momento: i contrasti fra la Lega Nord, che sostiene gli aiuti per la maternità solo all'interno del matrimonio, e Forza Italia, che invece tende all'estensione a tutti i bambini, cresce di giorno in giorno, e, visto che da qui alle elezioni del 2003 non ci sono più finanziarie e bilanci da approvare, potrebbe avere sviluppi imprevisti, come alleanze trasversali con l'opposizione.
Sia il Carroccio, sia Forza Italia, non sembrano disposti a mollare: nel partito azzurro c'è chi pensa ad un referendum nel caso la normativa non venisse modificata. Una possibile chiave per uscire da un tunnel che rischia di compromettere i rapporti fra la Lega e il partito azzurro giunge dall'assessore regionale Giorgio Venier Romano, che per primo aveva cercato di modificare l'attuale normativa, allargando gli assegni di maternità anche ai figli nati fuori del matrimonio e affidando ai Comuni il compito di valutare le erogazioni. «Credo ci siano degli spazi di dialogo su questa materia - ha detto Venier Romano -, e per uscire da questo contrasto. Dobbiamo presentare una riforma, separando però i due aspetti: si tratta di prevedere due tipi di aiuto, uno per la famiglia, e uno per i figli, senza distinzioni fra quelli nati all'interno di famiglie tradizionali e quelli nati al di fuori del matrimonio».
Venier Romano però conferma la critica all'attuale disciplina: «Nessuno di noi ha mai pensato di svalutare l'istituzione del matrimonio - ha detto -, ma credo sia un assurdo non intervenire in situazioni come quella delle ragazze madri: così non verremmo in aiuto proprio a coloro che ne hanno maggiormente bisogno».
L'assessore inoltre ripropone anche l'idea di affidare l'attribuzione degli aiuti ai Comuni, che, ha detto «sono gli enti che conoscono meglio la situazione e possono affrontare i problemi con efficienza. Il tutto rientra poi nell'ottica della devoluzione avviata in questi anni».
Se Venier Romano propone una strada per uscire dall'impasse, nel partito azzurro c'è già che si prepara al referendum: è il caso di Fausto Deganutti, uno dei maggiori avversari del Carroccio in questa fase, che ha già formato un comitato referendario. Deganutti intende contattare i presidenti delle province di Udine, Pordenone , Gorizia e anche Trieste, inviando una mozione che impegna a prendere posizione contro la normativa. «Se la norma non venisse cambiata dalla commissione - ha affermato il consigliere provinciale azzurro - siamo pronti a chiedere ai consigli provinciali di sostenere un referendum, e anche a raccogliere le firme necessarie. Nessuno vuole mettere in discussione il matrimonio - ha aggiunto -, ma non si possono dimenticare le madri che decidono di mettere comunque al mondo un bambino per un atto d'amore».
Sul fronte ds, Stefano Piccin, coordinatore della segreteria regionale, ha replicato a Deganutti: «Lui è un dirigente di Fi, prima dovrebbe prima di tutto dire ai suoi in regione di lasciare la Lega invece di mobilitarsi, se è capace di farlo. Comunque il nostro primo impegno, se vinceremo le regionali,è non di non fare leggi indecenti».
Alessandro Martegani

Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Regione
Stampa e regime: 
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