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Contributi ai figli, Fi si divide

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In una lettera l'ex socialista chiede a Tondo e a Romoli di rompere l'alleanza col Carroccio
I cattolici: serve dibattito interno. Rosenwirth: scandaloso

UDINE. Forza Italia si divide sui fondi ai figli nati fuori dal matrimonio e, dal dibattito interno del partito di maggioranza relativa, emerge la frattura tra le due anime: quella laica e quella cattolica. Da una parte, dopo la presa di posizione del coordinatore cittadino di Fi, Fausto Deganutti, che ha proposto l'indizione del referendum popolare per abrogare la legge regionale, scende in campo l'ex socialista Herbert Rosenwirth che, in una lettera aperta ai compagni di partito, invita il presidente Renzo Tondo, il coordinatore regionale Ettore Romoli, il capogruppo Aldo Ariis e il parlamentare Ferruccio Saro «ad avere il coraggio di rompere l'alleanza con la Lega Nord - scrive Rosenwirth - andare di fronte al popolo e denunciare una legge scandalosa che ha consegnato la nostra regione al Medioevo».
«Adesso è chiaro - proisegue - ci sono ancora i figli illegittimi, i figli di n.n., quelli che un tempo venivano magari lasciati nelle ruote degli esposti e che adesso vengono più educatamente chiamati figli naturali, anche se crescono in famiglie che, secondo la Lega, non avrebbero il diritto di chiamarsi naturali perché non ci sono un padre e una madre uniti tra loro dal matrimonio». Dall'altra parte, però, i cattolici azzurri chiedono, per voce del consigliere comunale Gastone Collini e di Roberto Volpetti l'apertura della discussione interna sul tema della famiglia e delle contibuzioni ai neonati e lamentano un ruolo marginale nella discussione sui temi etici: «Si continua a confondere - spiega Collini - la solidarietà e le politiche assistenziali con la politica di sostegno alla famiglia, che è cosa del tutto diversa».
«Dentro Forza Italia non c'è stato dibattito sulla questione dei contributi ai figli - aggiunge - e mi pare che i termini del problema siano anche stati fraintesi da molti». Secondo Collini, infatti, «è assolutamente vero - prosegue il consigliere comunale forzista - che forse proprio i nati fuori dal matrimonio avrebbero bisogno di maggiore sostegno da parte del pubblico, vista la precarietà della loro situazione, ma è altrettanto vero che, per poter pianificare questi interventi, serve anche attuare in parallelo politiche di sostegno alle famiglie tradizionali, cosa che non ha nulla a che vedere con l'assistenza».
Nessuna obiezione di principio da parte dell'area cattolica di Fi a discutere i termini del provvedimento che stanzia i fondi soltanto per i figli legittimi e nati da coppie regolarmente sposare, come voluto dalla Lega Nord, ma la richiesta che il dibattito si sposti dai giornali alle sedi dei partiti per «aprire quel confronto sui temi dell'etica - continuano Collini e Volpetti - che, dispiace dirlo, dentro Forza Italia ha sempre dato poca voce ai cattolici di questa regione, mentre anche l'esperienza dell'Ircocervo presentata qualche settimana fa chiede che le diverse anime del partito siano capaci di confrontarsi e discutere».

Data: 
Venerdì, 27 December, 2002
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Regione
Stampa e regime: 
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