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Il paese moderno sceglie Berlusconi

Testo: 

Grazie innanzi tutto per lo spazio offerto al dibattito fra i radicali e grazie ancora per la pubblicazione di questa mia breve replica. Concedo all’amico (fra radicali ci si rivolge così...) Santarossa la felicità di strapazzare con gli zero virgola ottenuti i radicali che hanno scelto Berlusconi, ma è una magra consolazione. È il rifugio di chi predilige i tecnicismi della contabilità altrui per mascherare una bruciante delusione.
Chi era quel folle che poteva pensare di tallonare la Rosa nel Pugno involata verso i vertici delle classifiche elettorali? Noi forse? Suvvia! L’amico (fra radicali si usa così...) presidente dell’inservibile associazione Radicali friulani, ri-eletto con 6 voti favorevoli e un astenuto, sbaglia la mira e l’antitesi. Su queste colonne non si è mai parlato di voto dei liberisti drenato verso i Riformatori Liberali di Della Vedova, qui si è parlato di come cambia, a seconda del territorio, la scelta di voto degli italiani, nel merito, quella parte più industrializzata del paese che ha fatto una scelta precisa, netta. La domanda di modernità, il paese l’ha rivolta a Berlusconi. Quella parte ha scelto il caimano, ha scelto chi non si sbalordisce se il 25 aprile uno sta davanti al computer come tutti gli altri giorni e non fa “il ponte“, rispetto a chi invece va in cerca di un litro di super per arrostire qualche bandiera.
Tutto lì, coloro che rappresentano l’effervescente popolo delle partite Iva, del terzo Stato, delle diseguaglianze, di quelli che sono ostili all’omologazione hanno scelto il caimano, non hanno scelto Leonarduzzi, con buona pace dell’amico (fra radicali...) Santarossa o i Riformatori liberali!! Esaurita la vivace connotazione liberista del fenomenale periodo pannelliano, l’Italia settentrionale ha fatto la sua scelta completata dalla pattuglia di radicali liberali e liberisti che non hanno compreso cosa c’entri la scuola pubblica dei socialisti coi buoni scuola di Galan o Formigoni, ecco perché i radicali non hanno votato la Rosa nel Pugno, mai viste percentuali così basse in Friuli Venezia Giulia! Che poi basti il cazzeggio del «siamo stati determinanti», o che Prodi è solido e sicuro (ma va?) è solo una piccola vanità, come il canto degli allegri naufraghi: gli alti e bassi delle umane cose. Che invece dopo 10 anni i radicali tornano in parlamento, sono felice anch’io.

Gianfranco Leonarduzzi

Data: 
Mercoledì, 10 May, 2006
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Lettere
Stampa e regime: 
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Commenti

Gli ho già risposto alla sua precendente lettera, ma caro Gileo vedo che nel merito non rispondi praticamente mai.
Ritiri fuori il tema del buono scuola, al cui proposito ti ho già enumerato una serie di inefficienze della scuola privata. Almeno della scuola privata che nel 90% dei casi ha una qualità nettamente più bassa di quella pubblica e che viene scelta da chi ha denari, tipicamente per fare il triplo-quadruplo carpianto in avanti (in Regione abbiamo esempi eclatanti). Credevo di essere stato convincente, ma si vede che il silenzio non è sempre assenso. Chiedo allora a te di spiegarmi la praticabilità della soluzione da de anelata, senza che rimanga un semplice slogan.
Sull'associazione "inservibile", prima di sparare aggettivi chiediti cosa hai fatto tu per renderla _servibile_. Sui numeri, da te citati, aggiungo che è ammirevole il modo con cui così poche persone siano riuscite a fare molto.
Sulla rappresentanza della modernità di Berlusconi... beh.. permettimi di stendere sullo slogan un bel velo pietoso, così come con l'analisi elettorale così catastrofica per la Rosa e così mirabolante per i salmoni. Ma non eri tu uno dei meggiori antagonisti delle "etnie" e delle tifoserie?