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Malattia: partiti vecchi rottami

Testo: 

«Vogliono sbarazzarsi dell’unica cosa nuova di queste elezioni»

PORDENONE. «Deluso» per il comportamento dell’Unione, che ha deciso di non accettare l’apparentamento con le Liste Civiche, Bruno Malattia, coordinatore delle stesse Liste per il Nord, paragona la competizione fra Ds e Margherita a quella dei soci di una spa nella quale entrambi «vogliono essere azionisti di riferimento»; e dice senza mezzi termini che tutti e due «vogliono sbarazzarsi delle Liste civiche». A suo parere, proprio le Liste erano «l’unica cosa nuova delle prossime elezioni», nelle quali, a questo punto, non vede che «una serie di rottami del vecchio, messi assieme».
Dopo le elezioni - ha anticipato - le Liste civiche lanceranno «la campagna referendaria contro questa legge elettorale» che - secondo Malattia - consegna tutto il potere alle segreterie nazionali dei partiti». «Alla delusione per il comportamento dell’Unione, che mette in serio imbarazzo ciascuno di noi nei confronti di Prodi e dei partiti - ha detto l’avvocato - si unisce la soddisfazione per l’unità delle liste civiche italiane e la capacità che hanno saputo e sapranno dimostrare, di raccordarsi fra di loro per rispondere alle esigenze dei cittadini».
«La prossima battaglia - ha aggiunto - sarà quella per i referendum. Stiamo preparandoci a lanciare la campagna referendaria contro questa elegge elettorale che recide i rapporti fra gli eletti e gli elettori e consegna alle segreterie nazionali dei partiti tutto il potere. Non siamo per nulla convinti - ha affermato Malattia - che il centro-sinistra voglia veramente cambiarla e ritornare al maggioritario».
Commentando le ipotesi formulate ieri dal presidente della Regione Friuli Venezia Giulia sui motivi per i quali le varie componenti dell’Unione non hanno accettato l’apparentamento delle Liste civiche («o sono cosí sicure di vincere o c’è qualcuno che preferisce non vincere troppo»), Malattia ha detto di ritenere che, «per un verso, le componenti dell’Unione siano convinte di vincere», per l’altro «che vi sia una competizione fra Ds e Margherita come in una sorta di società per azioni».
Siccome questo Partito democratico sembra che debba nascere dal loro connubio - ha spiegato - fanno a gara nell’essere l’azionista di riferimento e non vogliono perdere neanche mezzo punto percentuale».
Per Malattia «ci sono queste due tendenze e, nello stesso tempo - ha affermato - vogliono sbarazzarsi delle Liste. Per questo vogliono impedire che le civiche abbiano uno spazio.
C’è una terza ipotesi, ancora piú forte: «Sanno - ha affermato Malattia - che, se ci fossimo presentati, avremmo preso un quoziente elevato perché la gente che è andata a votare alle primarie era in minima parte dei Ds e della Margherita». Secondo Malattia, «la fortuna del centro-sinistra si chiama Berlusconi, per cui se vincono devono pensare che lo devono a Berlusconi, che vincono non per loro merito, ma per demerito dell’avversario».
A parere di Malattia «le liste civiche rappresentavano l’unica cosa nuova delle prossime elezioni. Per il resto - ha aggiunto - vedo una serie di rottami del vecchio, messi assieme. Basta vedere le liste. L’unica novità interessante nel panorama è oggi rappresentata dallo Sdi, dai Radicali, dalla Rosa nel pungo».
Per quanto riguarda il futuro Partito Democratico, Malattia ritiene che «se il buongiorno si vede dal mattino e dalle chiusure che si sono manifestate in quest’occasione, c’è di che essere preoccupati sul fatto che possa nascere un soggetto nuovo e libero dalle nomenclature e dagli schemi attuali. Se non si vogliono soggetti nuovi e si difende il potere con tanta determinazione - ha concluso - è difficile credere in un organismo di partecipazione che abbia tratti di novità e modernità».

Data: 
Domenica, 26 February, 2006
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
Stampa e regime: 
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