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Lo Sdi veneto rimane nelle mani di Vazzoler

Testo: 

Il congresso regionale lo conferma segretario

Mestre
Rosa nel Pugno, ovvero il simbolo che timbra la nuova, inedita, alleanza tra i socialisti dello Sdi (quelli che fin dalla diaspora stanno con il centrosinistra) e i radicali di Pannella, neo aderenti allo schieramento. La presentazione, e l'avvio ufficiale della campagna elettorale in Veneto, è avvenuta ieri con il congresso regionale dello Sdi che ha visto la riconferma all'unanimità di Sergio Vazzoler a segretario.

Al congresso nazionale dello Sdi, a Fiuggi dal 3 al 5 febbraio, il partito consoliderà l'alleanza con i radicali «un progetto - ha spiegato Vazzoler - con l'ambizione di rappresentare una grande novità nella politica, non una semplice sommatoria di socialisti-radicali». Una nuova forza (di due soggetti con storie pluridecennale e scolare) radicata nel centrosinistra «supporto per sconfiggere le destre e per rinnovare il paese». Non a caso il simbolo è accompagnato da tre «sinonimi» come li ha definiti l'ospite d'onore dell'assise veneta, Marco Cappato uno dei più stretti collaboratori di Pannella. «Laici, socialisti, liberali, radicali non sono sostantivi di componenti - ha attaccato il radicale - sono sinonimi perché a legarci non sono parole, ma cose concrete». Quali? «I diritti sociali, il diritto alla salute, alla vita, alla morte, le garanzie economiche. In forma laica che non vuol dire senza regole, come qualcuno ci accusa di volere». Regole vere, giuste, «non quelle che impongono a noi, come a pochi altri, di raccogliere firme per presentare alle elezioni simbolo e candidati... voglio farci fuori, impedirci di parlare».

Già, perché dice Cappato, con l'assenso di Vazzoler e del senatore Giovanni Crema, «chiedere la ricerca sulle cellule staminali per curare malattie gravi, è laicismo? Lo è forse chiedere di rivedere i rapporti con il Vaticano, il cui Concordato firmato Bettino Craxi è stato tradito dalla politica? No, sono temi sociali come dimostrano le scelte fatte da Blair in Gran Bretagna e Zapatero in Spagna». Due "stelle polari" eredi di quel Loris Fortuna, «al 100\% socialista e radicale, che ha creduto fino in fondo nella necessità che l'Italia si dotasse di una legge sull'aborto, considerando la questione un problema sociale, non ideologico».

Insomma, per dirla alla Vazzoler, «la famiglia socialista, laburista e socialdemocratica alla quale apparteniamo è ovunque antagonista della destra, e in ogni parte d'Europa ha una presenza consistente tale da permettere la vittoria elettorale». E ritorna il leit motiv dell'unità socialista, di questo stato di fatto che Ugo Intini definisce «la condanna italiana», cioé di una sinistra divisa che «non può che vedere impegnato un socialista per vincere le contraddizioni della sinistra italiana». Un richiamo a De Michelis che, ottenuto per ora la "proprietà" del Nuovo Partito Socialista a danno di Bobo Craxi, ha confermato la sua permanenza nel centrodestra. «De Michelis? - ribatte Cappato - Ma andiamo, lui non vuole l'unità socialista, lui punta a ricostruire, con una mescola di simboli, il vecchio pentapartito.Per fare cosa? Niente, solamente stare insieme e basta».

Come dire che, invece, la Rosa nel Pugno esiste perché c'è un comune sentire anche «nella vita spericolata» richiamata da Vasco Rossi che ha definito Pannella suo alter ego.

Previsioni elettorali? Vazzoler è ottimista: «Alle ultima elezioni provinciale lo Sdi ha incamerato 60mila voti, raddoppiare è possibile con l'alleanza con i radicali». Capilista? Pannella, Bonino, Boselli, Intini alternati nelle circoscrizioni. Poi i parlamentari uscenti.

Gi. Ga.

Data: 
Domenica, 29 January, 2006
Autore: 
Fonte: 
IL GAZZETTINO - Nordest
Stampa e regime: 
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