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Scuole senza concorrenza

Testo: 

Ricordate le promesse del centrodestra in campagna elettorale a favore della libertà di scelta scolastica delle famiglie? E l'introduzione del buono scuola?
In molte regioni tali proposte sono state archiviate e in altre, vedi il Friuli Venezia Giulia, si sono trasformati in aiuti economici indirizzati solo alle scuole confessionali. Ora veniamo a scoprire l'ultimo colpo sferrato dalla Moratti alla scuola italiana. Alla faccia di ogni principio liberale, cancellando di fatto le norme stabilite dalla legge sulla parità (legge 62/2000), il ministro dell'Istruzione nella nuova norma inserita nel contratto di lavoro del 21 dicembre scorso, cancella con un colpo di spugna il servizio svolto dai docenti negli istituti paritari o privati, che non potrà essere conteggiato più ai fini economici né del punteggio. Di fatto sono condannati al precariato migliaia di docenti di serie B", quelli assunti dalle scuole private che non potranno fare valere in termini di punteggio gli anni passati in cattedra nelle scuole paritarie confessionali o laiche.
I cosiddetti liberali del centro destra si rivelano così essere i difensori dell'attuale sistema scolastico italiano, il peggiore d'Europa, ingessato nei programmi e dominato da una classe burocratica intoccabile. Anche su questo è urgente invece un'inversione di tendenza che prenda come esempio il modello inglese, quello del laburista Blair, per rompere il monopolio statale nel campo dell'istruzione. La parità scolastica, di fatto non c'è mai stata. La scuola è oggi per il 97% statale e per il 3% privata ed è la cartina al tornasole di un sistema senza concorrenza dove il cittadino non ha la possibilità di scegliere per i propri figli la scuola migliore.

Stefano Santarossa
Presidente Radicali friulani

Data: 
Sabato, 21 January, 2006
Autore: 
Fonte: 
IL GAZZETTINO - Pordenone
Stampa e regime: 
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