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Manifesti Bonino-Santanché, e Marco sgridò Capezzone

Testo: 

ROMA - La proposta di Daniele Capezzone sui manifesti Bonino-Santanché non è affatto piaciuta ai Radicali. Dopo l’indispettita reazione della diretta interessata, ieri è stato Marco Pannella a bacchettare il segretario radicale per l’uscita «imprudente»: «È un mese che va avanti con ’sta cosa e io a dirgli calmati...». E non gli garba manco «l’opzione b», che vedrebbe sul manifesto la sua faccia vicino a quella dell’azzurro Schifani: «Se fossi al posto di Crespi ti manderei in galera perché hai distrutto uno spunto buono». Poi tocca a Sergio D’Elia, segretario di Nessuno tocchi Caino, bocciare un’iniziativa che sarebbe «solo pubblicità gratuita per la Santanché».
Anche la tesoriera Rita Bernardini vuol dire la sua, ma Capezzone ha un gesto di stizza: «E che puoi parlare solo tu? Non ti scaldare - sbotta lei -. Non mi pare opportuno scegliere Emma nel momento in cui la candidiamo al Quirinale». E non le piace il confronto tra due donne, «visto che stiamo denunciando la bassissima presenza femminile in Parlamento. Perché invece il paragone non lo fai con un uomo?». Insomma, un clima vivace. Il segretario radicale tiene il punto: «Io credo al modello americano del confronto tra due facce». «Mettici la tua», gridano dal fondo della sala e Capezzone, gelido: «Perché non la fate voi una proposta?». La Santanché gli ha dato del maschilista, Alemanno del razzista, lui sorride: «Roba da matti... Ci mancava solo Di Canio che mi dava lezioni di educazione!».
L. Mi.

Data: 
Lunedì, 9 January, 2006
Autore: 
Fonte: 
CORRIERE DELLA SERA
Stampa e regime: 
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