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Oltre 80 detenuti in un carcere per 35. La visita degli esponenti politici al castello: «Struttura sovraffollata»

Testo: 

Vasta adesione, anche nella città del Noncello, all’iniziativa nazionale di Marco Pannella per chiedere l’amnistia

Esponenti dei radicali italiani hanno visitato, il giorno di Natale, il carcere di Pordenone in segno di adesione all’iniziativa di Marco Pannella per la richiesta di amnistia. A varcare i cancelli del “castello“ sono stati Stefano Santarossa, presidente dei Radicali friulani, e Beppino Nosella, segretario provinciale dello Sdi, accompagnati dal consigliere regionale Paolo Pupulin, dei Ds. Fuori del carcere, a sostegno della causa, molti esponenti politici, tra i quali Rosanna Rovere, presidente dello Sdi, Monia Giacomini, consigliere comunale dei Ds, Lorenzo Lorenzon, della giunta dei Radicali friulani, l’onorevole Michelangelo Agrusti e Francesco De Carli, segretario del Nuovo Psi.
«La questione delle carceri — ha rilevato Santarossa — è la più grande questione sociale del nostro Paese, determinata dalla non amministrazione della giustizia e dalla disastrosa situazione degli istituti, fatti per cui lo Stato italiano è stato condannato dalla giustizia europea, sin dal 1980 e ripetutamente, per violazione dei diritti umani fondamentali».
«Non si tratta solo — ha aggiunto — delle condizioni delle carceri. A Pordenone, per esempio, dagli ottanta ai novanta detenuti sono ammassati in celle che potrebbero ospitarne al massimo trentacinque. Ma si tratta anche e soprattutto della vita di moltissimi cittadini italiani e delle loro famiglie, che sono parti in causa negli attuali 9 milioni di processi pendenti, molti dei quali destinati a risolversi per prescrizione».
Durante la visita, la direttrice del carcere pordenonese, Maria Littoria Menenti, ha fornito i dati relativi all’affollamento, evidenziando le gravi carenze strutturali del carcere. In sintesi, la situazione del carcere di piazza della Motta è questa: 83 detenuti di cui 23 imputati (otto stranieri, quindici italiani); sette appellanti (quattro stranieri, tre italiani); sette ricorrenti (cinque stranieri, due italiani); quarantasei definitivi (undici stranieri, 35 italiani). Di questi ottantatre detenuti, sedici risultano essere tossicodipendenti, mentre undici alcoldipendenti.

Data: 
Martedì, 27 December, 2005
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
Stampa e regime: 
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