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La consultazione produrrà effetto a prescindere dalla percentuale dei votanti

Testo: 

Paradossalmente, potrebbe bastare il voto di un solo elettore per decidere se confermare o bocciare la legge elettorale regionale. Il referendum che oggi chiama al voto un milione e 88 mila elettori (poco più di 398 mila nella sola provincia di Udine) avrà effetto a prescindere dalla percentuale dei votanti. I seggi resteranno aperti solo oggi, dalle 7 alle 22, e le operazioni di scrutinio cominceranno subito. Chi vuole informarsi "in diretta" sull'esito del voto potrà consultare il sito www.regione.fvg.it.
In caso di vittoria dei "sì" risulterebbe confermata la legge elettorale varata a marzo. Si tratta di una norma che prevede l'indicazione ma non l'elezione diretta del presidente della regione. Sulla scheda elettorale, accanto al simbolo di ogni partito, comparirebbe il nome del candidato presidente assieme ad altri due candidati di lista. Ma l'elezione vera e propria del presidente rimarrebbe di competenza del consiglio regionale, che in linea teorica potrebbe anche votare un presidente diverso rispetto a quello "indicato" dagli elettori. E nel corso della legislatura il consiglio avrebbe la facoltà di sfiduciare il presidente e sostituirlo. Se viceversa prevalessero i "no", la legge elettorale decadrebbe. E con tutta probabilità, considerando i pochi mesi che ci separano dalle elezioni regionali del giugno 2003, si andrebbe a votare con il cosiddetto "Tatarellum", la legge che prevede l'elezione diretta del presidente della Regione.
Il referendum rappresenta un test politico importante. Un successo del "no" spianerebbe la strada alla candidatura di Riccardo Illy, parlamentare del gruppo misto ed ex sindaco di Trieste, alla presidenza della Regione. Lo stesso Illy, che si è impegnato assieme ai partiti dell'Ulivo e ai radicali per raccogliere le firme utili a promuovere il referendum, ha più volte annunciato di essere disposto a scendere in campo solo in caso di elezione diretta. Ma se l'Ulivo è stato compatto nella campagna per il "no", pur registrando la defezione di Rifondazione comunista che ha ribadito la sua vocazione proporzionalista, il centrodestra ha difeso quasi di controvoglia la "sua" legge: Forza Italia e Udc lasciano libertà di voto (ma i forzisti udinesi hanno fatto campagna per il "sì"), An non si è spesa al massimo livello, la sola Lega ha intensificato negli ultimi giorni l'invito a votare "sì".

Data: 
Domenica, 29 September, 2002
Autore: 
Fonte: 
IL GAZZETTINO - Friuli
Stampa e regime: 
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