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Amnistia, Pannella chiama i poli alla Marcia

Testo: 

Chiedo a Prodi e Berlusconi di aderire al corteo di Natale».

Il leader dei Radicali ha cominciato il «digiuno di dialogo». Sì all'iniziativa da Andreotti, Colombo e Napolitano.

ROMA - Ci sono anche tre senatori a vita (Andreotti, Colombo e Napolitano) nel comitato promotore della Marcia di Natale, l'iniziativa con cui Marco Pannella ha lanciato un appello per l'amnistia, la libertà e la giustizia: «Chiedo a Romano Prodi e ai suoi compagni, con cui sono determinato a combattere insieme nell'imminente battaglia, e chiedo a Silvio Berlusconi, che è il capo del governo, di consentire a centinaia di migliaia di persone di venire alla Marcia di Natale per la giustizia e l'amnistia che ci mette tutti in causa».

60 MILA DETENUTI - Pannella sembra determinato a sollecitare una risposta rapida soprattutto dai suoi alleati dell'Unione: da ieri a mezzanotte, il leader dei Radicali italiani ha iniziato un «digiuno di dialogo» per riportare al centro dell'attenzione della politica il problema del sovraffollamento nelle carceri. Alla Marcia di Natale hanno già aderito in ordine sparso molti esponenti del centrosinistra: Cesare Salvi e Livia Turco dei Ds, Giuliano Pisapia (Prc), Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi), il giornale della Margherita, Europa, Enrico Boselli (Rosa nel Pugno), l'ex parlamentare Ferdinando Imposimato. Ma Pannella non si accontenta e per questo ha scritto a Prodi per chiedere a lui — ma anche a Piero Fassino e ai leader di Cgil, Cisl e Uil — di scendere in campo con le rispettive macchine organizzative. E' dunque molto concreta la richiesta che Pannella fa quando mancano 14 giorni a Natale: il dramma delle carceri sovraffollate (oltre 60 mila detenuti) e gli effetti devastanti di una giustizia sempre più lenta sono degni di una mobilitazione di massa sostenuta da partiti e sindacati? In via di Torre Argentina, quartier generale storico dei Radicali, ora arriva qualche timido segnale anche dal centrodestra. Il clima di campagna elettorale non facilita certo le prese di posizione sull'amnistia di chi dovrà presto riconquistarsi il posto in Parlamento magari cavalcando i temi della sicurezza e esaltando l'aumento del numero dei detenuti (fino al «tetto» di 80 mila nel 2006) innescato dalla legge «ex Cirielli» voluta a tutti i costi dalla maggioranza. Così, per ora, nella Cdl si sono fatti vivi con Pannella solo i Riformatori liberali Marco Taradash e Benedetto Della Vedova. Scrivono dunque i radicali che hanno scelto il centrodestra: «Da molte legislature la situazione carceraria si va aggravando senza che parlamenti e governi siano in grado di trovare soluzioni adeguate alla drammaticità della situazione carceraria e per questo motivo riteniamo necessario che si traduca in legge l'impegno per l'amnistia».

LA EX CIRIELLI - Taradash e Della Vedova, però, non se la sentono di sconfessare la «ex Cirielli» che di fatto nega ai recidivi i benefici della legge Gozzini: «La "ex Cirielli" introduce un elemento di garantismo per l'imputato (prescrizione breve; ndr) e al tempo stesso limita il rischio di reiterazione di atti criminosi» con il giro di vite sui recidivi. Negli ultimi due mesi di legislatura non si è mai visto un Parlamento che trova un accordo (per amnistia e indulto serve la maggioranza dei due terzi; ndr) per un atto di clemenza. Pannella, però, va avanti e insieme ai firmatari dell'appello, che ritengono l'amnistia «premessa e non conseguenza delle riforme», esprime anche un desiderio: «Speriamo che alla marcia del 25 dicembre possa partecipare anche Adriano Sofri non solo "in spirito", come prima del suo malore aveva annunciato, ma anche "in corpo" forte e libero di poter camminare». Sulla grazia negata dal Guardasigilli a Sofri, in sospensione di pena per motivi di salute, già da questa settimana potrebbe dare un segnale lo stesso ministro.

Roberto Castelli

Data: 
Lunedì, 12 December, 2005
Autore: 
Fonte: 
Il Corriere della Sera
Stampa e regime: 
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