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Sofri, la pena sarà sospesa. Grazia, i dubbi del ministro Castelli

Testo: 

Il Guardasigilli riceve continui rapporti sulle condizioni
del detenuto. Pannella: marcia per l'amnistia a Pisa a Natale

di LIANA MILELLA

ROMA - Negli ambienti giudiziari lo danno come probabilissimo: già oggi i giudici potrebbero sospendere l'esecuzione della pena per Sofri. Le sue condizioni di salute, dopo l'operazione all'esofago, lo rendono un atto dovuto. In secondo luogo, quello che per ora è solo uno stato d'animo, un "travaglio spirituale", come lo definisce chi, nelle ultime 24 ore, ha avuto modo di parlare con il Guardasigilli Castelli, colui che fino a oggi ha impedito che Ciampi concedesse la grazia sia a Sofri che a Bompressi e di fatto ha obbligato il Quirinale a sollevare un conflitto di attribuzione di fronte alla Consulta sul potere di grazia.

Il ministro leghista sarebbe tormentato dai dubbi. Venerdì notte, quando Sofri è stato trasferito in ospedale, Castelli è stato subito avvisato. Da allora, riceve rapporti sullo stato di salute. Per chi ha fatto del caso Sofri "un caso di coscienza", la malattia non può che avere delle conseguenze. Intendiamoci, al momento il giudizio sulla grazia in sé e sul concederla a un uomo condannato a 22 anni per l'omicidio del commissario Calabresi, non è cambiata. In compenso sono mutati i dati di fatto, perché Sofri ha rischiato di morire. Quindi il suo è vieppiù "un caso di coscienza" per il ministro della Giustizia. Questo è all'origine dei dubbi che lo avrebbero spinto a riesaminare il caso, a riflettere se malattia, ricovero e operazione non abbiano cambiato il quadro di fondo che lo ha spinto a negare la grazia. È presto per capire se alla fine Castelli cambierà idea e dirà sì alla grazia. Un fatto che, se avvenisse, muterebbe le sorti del conflitto alla Consulta.

Il "partito" della grazia, del resto, si è arricchito di nuove adesioni rispetto a quelle tradizionali. Soprattutto da An, il partito in passato più chiuso sulla clemenza, arrivano consensi, primo tra tutti quello di Mantovano, il sottosegretario all'Interno che ha aderito a Destra sociale e che alla Stampa ha dichiarato: "Chiedo un gesto politico a Castelli, chiuda l'istruttoria Sofri e la invii al Quirinale". Ancora: "La grazia è un gesto di umanità e anche quando era nella disponibilità del sovrano le condizioni di salute hanno avuto un peso importante".

Conta anche, per il sottosegretario, il percorso di vita di Sofri. Per altri esponenti di An, come il ministro Landolfi, anche il quadro esterno è cambiato: "Non c'è più l'ossessiva campagna degli amici di Sofri che aveva un sapore lobbistico e Ciampi ha concesso la medaglia d'oro alla memoria di Calabresi". Ma altri aennini, l'ex ministro Gasparri e il ministro della Sanità Storace sono perplessi: per il primo è sufficiente la sospensione della pena, per il secondo non si può decidere "sull'onda delle emozioni".

I fatti contano e per questo Forza Italia spinge per la grazia. Il vice coordinatore Cicchitto è favorevole, ma esorta tutti a "non aprire questioni politiche globali con il risultato di sollevare un polverone e non risolvere nulla". Non gli sfugge che c'è sempre chi, come il ministro per le Riforme Calderoli, non smentisce la fama di duro. Augura a Sofri "una pronta guarigione" ma non cambia idea sulla grazia. Secondo il presidente della commissione Giustizia Pecorella "il braccio di ferro con Ciampi va chiuso anche perché il Guardasigilli, in queste condizioni, ha poche possibilità di vincere davanti alla Corte".

Il centrosinistra è compatto per l'immediata clemenza e il leader radicale Pannella è convinto di due cose: "Sofri va liberato subito perché nelle sue condizioni è vietato un minuto in più di detenzione; bisogna smetterla di ingannare Ciampi sui poteri di grazia". Pannella sta decidendo di spostare da Roma a Pisa la manifestazione di Natale per l'amnistia che vorrebbe organizzare il 25 dicembre.

Data: 
Lunedì, 28 November, 2005
Autore: 
Fonte: 
La Repubblica
Stampa e regime: 
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