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«Amnistia, meglio che se ne occupi Pannella»

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GIUSTIZIA Capezzone: la clemenza è l'esatto contrario delle leggi ad personam. I Verdi: evitano l'unica misura utile per intervenire sull'emergenza carceri

Il premier evita con una battuta il problema («se lo faccio io dicono che voglio aiutare Previti») e i Radicali protestano

Roma
NOSTRA REDAZIONE

«La questione dell'amnistia e dell'indulto va affrontata con coraggio e senza strumentalizzazioni», protesta Enrico Buemi (responsabile giustizia dello Sdi), mentre il radicale Daniele Capezzone puntualizza che un provvedimento di clemenza è «l'esatto contrario» delle leggi ad personam fin qui approvate dalla Cdl. Non è piaciuta, a sinistra, la battuta con cui Berlusconi ha evitato il problema, oservando che di amnistia è meglio che ne parli solo Pannella, perché se lo fa lui lo accusano subito di voler aiutare Previti.

«Vorrei dire al premier - replica irritato Capezzone - che porre il problema dell'amnistia, come ha fatto Marco Pannella, è esattamente l'opposto della politica delle leggi ad personam. Finora, la politica italiana si è mossa solo pro o contro Previti, trascurando il fatto che proprio l'ex Cirielli colpisce, per tanti detenuti, proprio l'accesso a quel minimo di misure civili che si erano strappati negli anni passati.

Ora proprio grazie all'azione lanciata da Pannella, c'è l'occasione di occuparsi di una questione di massa, che riguarda milioni di processi pendenti e con decine di migliaia di detenuti che vivono in condizioni disumane».

Paolo Cento anticipa che i Verdi «porteranno la questione dell'amnistia e dell'indulto nell'incontro, il 4 e 5 dicembre, tra i segretari di partito, Prodi e i responsabili del programma, perché qualsiasi riforma della giustizia sarebbe inefficace se non si interviene attraverso questo atto di clemenza». Cento avverte che, per i Verdi, questo deve essere il primo punto, oltre che la condizione per l'assenso «a qualsiasi proposta di ministro della Giustizia dell'Unione». Quanto alla battuta di Berlusconi, secondo Cento, «è la risposta di un governo e di un presidente del consiglio che ha la pesante responsabilità di aver impedito, in collaborazione con una parte significativa dell'opposizione, la realizzazione di quel provvedimento di amnistia e indulto che era l'unico strumento utile per intervenire sull'emergenza carceraria e voltare pagina».

Per lo Sdi, Buemi ricorda che «l'amnistia, stante l'attuale sovraffollamento delle carceri e la mole di processi arretrati, non è solo un atto plausibile ma necessario». Secondo Buemi, infatti, «vi è una ingiustizia di fondo nell'attuale situazione della giustizia italiana, che vede affidata al caso e alla propria condizione economica il raggiungimento o della proscrizione o dell'assoluzione e, al contrario, la condanna anche pesante se privi di una capacità economica atta a coinvolgere una difesa qualificata. Leggi e leggine ad personam o contra personam hanno snaturato il principio cardine dell'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. L'amnistia e l'indulto nella loro generalizzazione - conclude Buemi - rappresentano un primo atto di giustizia».

R.R.

Data: 
Sabato, 26 November, 2005
Autore: 
Fonte: 
IL GAZZETTINO
Stampa e regime: 
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