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Porte chiuse alla Sinistra radicale

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All'incontro di Rifondazione, Comunisti Italiani, Verdi e Sdi non si presentano tre partiti di maggioranza

Il segretario Ds: «Non ci sono margini di trattativa, noi restiamo con Bolzonello»

A volte i silenzi (e le assenze) pesano molto di più delle parole. Non si possono spiegare in altro modo le tre sedie vuote che l'altra sera hanno caratterizzato il dibattito pubblico organizzato da Rifondazione Comunista, Verdi, Comunisti Italiani e Sdi. Un estremo tentativo della Sinistra radicale (e non solo) per cercare di riuscire a convincere la maggioranza politica che regge il Comune capoluogo a formare l'Unione alle prossime amministrative di primavera. Ma se già prima dell'incontro c'erano pochi dubbi, ora c'è la certezza praticamente assoluta: saranno solo Ds, Vivo Pordenone, Margherita e Fiume a sostenere la ricandidatura del sindaco uscente. Esattamente come - sin da tempi non sospetti - aveva più volte sottolineato Sergio Bolzonello. Ci ha provato Michele Negro a spiegare che quello dell'altra sera alla Casa del Popolo poteva essere l'inizio di un percorso per arrivare all'Unione anche in città e la stessa cosa l'hanno ribadita Gianni Cavallini dei Verdi, Alberto Bacco dei Comunisti italiani e Beppino Nosella dello Sdi. Ma le tre sedie vuote (non si sono presentati i segretari di Margherita, Vivo Pordenone e Fiume) e le inequivocabili affermazioni di Orazio Cantiello (segretario cittadino dei Ds) non lasciano spazio a dubbi. «I Ds hanno sempre auspicato la possibilità di realizzare politicamente l'Unione per la prossima corsa al Municipio - ha spiegato Cantiello - e lo hanno fatto anche con atti concreti, ma non c'è più spazio di manovra. E la Quercia - ha aggiunto - ha deciso di stare con Bolzonello». «Prendo atto - ha spiegato Negro - che a Pordenone non c'è più il centrosinistra. Ci sono delle forze politiche tra cui i Ds, ma è cosa ben diversa da una maggioranza di centrosinistra».

Una decisione non facile quella dei Ds di lasciare per strada il resto dell'Unione al punto che Monia Giacomini, consigliere comunale dei Ds è stata altrettanto chiara. «Se non si riuscirà a costruire una maggioranza che rappresenti tutti i partiti del centrosinistra, io non mi candiderò più con i Ds la prossima volta». Conseguente il fatto che lascerà anche il partito.

Ricco e approfondito il dibattito che tra la l'altro ha visto pure unarentrèepolitica d'eccezione, quella dell'ex vicesindaco socialista Gigi Manzon che ha posto l'accento sul fatto che oggi in città non si parla più di politica e tutta l'azione è tarata solo sui personalismi. Resta da capire se il "partito degli esclusi" troverà l'unità su un unico candidato. In quel caso nell'eventualità di un secondo turno elettorale il peso specifico (e politico) potrebbe diventare importante. Intanto ieri è trapelato che molto probabilmente oltre ai quattro partiti che sosterranno Bolzonello se ne potrebbe aggiungere un altro, con tanto di simbolo: l'Udeur. Il perchè è presto spiegato: era già presente, seppur federato con la Margherita, nella corsa del 2001.

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Data: 
Giovedì, 24 November, 2005
Autore: 
Fonte: 
IL GAZZETTINO - Pordenone
Stampa e regime: 
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