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Professioni, garante contro il governo

Testo: 

Il garante per la concorrenza individua quattro punti critici
ruolo degli ordini, tariffe, pubblicità e regolamentazione

"Inderogabile una riforma radicale"
"Disponibili i professionisti, ma il legislatore è conservatore"

ROMA - L'Antitrust riapre la discussione sui privilegi dei professionisti e la mancanza totale di concorrenza, che reca danni ai consumatori. Con la relazione sulle professioni, l'Autorità garante per la concorrenza chiede una riforma radicale individuando quattro punti critici e sottolineando che "in Italia esiste una regolamentazione normativa in molti casi sproporzionata, che attribuisce ingiustificati privilegi ai professionisti: si limita così l'accesso al mercato e se ne riduce l'efficienza complessiva a danno dei consumatori".

Riforma improcrastinabile. Secondo l'Antitrust non si può più rimandare la discussione in merito, la riforma del settore e dei codici che lo regolamentano è "improcrastinabile". "Alcuni dei codici - afferma l'Antitrust - contengono disposizioni in cui, in modo più o meno espresso a seconda dei casi, la concorrenza viene vietata ovvero considerata un disvalore". Nella segnalazione inviata a Parlamento e Governo che accompagna la relazione, l'Autorità garante per la concorrenza individua quattro "aree critiche" che costituiscono "altrettanti freni al libero esplicarsi della concorrenza nel settore delle professioni: ruolo degli ordini, tariffe inderogabili, limiti alla pubblicità, eccesso di regolamentazione normativa".

Il ruolo degli ordini. Sul primo punto, il Garante invita ad "operare un profondo ripensamento del ruolo svolto dagli ordini". Il loro ruolo, afferma l'Autorità, deve infatti essere quello di "promuovere la formazione (per garantire l'aggiornamento dei professionisti a vantaggio degli utenti) e di vigilare sulla correttezza dei comportamenti degli iscritti. Bisogna quindi contrastare la tendenza a far ricadere nei codici deontologici aspetti spiccatamente regolatori dell'esercizio delle professioni, che non hanno niente a che vedere con questioni di ordine etico".

Le tariffe inderogabili. Da "eliminare", continua l'Antitrust, sono inoltre "le tariffe predeterminate inderogabili". I sistemi tariffari sono infatti "obsoleti, non funzionali a garantire il corretto funzionamento del mercato e, in ultima analisi, preposti alla tutela di posizioni di vantaggio acquisite". La loro eliminazione è quindi "ancora più importante per consentire lo svolgersi della concorrenza proprio a beneficio di un continuo miglioramento dei servizi professionali".

I limiti alla pubblicità. La pubblicità è la terza area critica: "occorre introdurre il principio della libertà di mezzi e contenuti pubblicitari - afferma l'Autorità guidata da Antonio Catricalà - perché la pubblicità rappresenta uno strumento fondamentale di concorrenza. Le limitazioni sui contenuti dell'informazione pubblicitaria potrebbero essere giustificati solo in casi particolari. Ad esempio, potrebbero essere contemplate forme di regolamentazione della pubblicità per evitare la creazione di bisogni artificiali".

La regolamentazione normativa. Infine, sottolinea ancora il Garante, "in Italia esiste una regolamentazione normativa in molti casi sproporzionata, che attribuisce ingiustificati privilegi ai professionisti: si limita così l'accesso al mercato e se ne riduce l'efficienza complessiva a danno dei consumatori". Secondo l'Autorità, che ricorda di aver già inviato solo nel biennio 2004-2005 sei segnalazioni a Governo e Parlamento, "il regolatore dovrebbe quindi operare un ripensamento della coincidenza tra interessi pubblici e privati". "Vanno perciò eliminate alcune riserve di attività, come le certificazioni di alcuni atti notarili o la vendita di medicinali da banco - afferma - e occorre ripensare il sistema di accesso alle attività professionali riservate. E' necessario eliminare i vincoli allo svolgimento delle professioni in forma societaria ed è indispensabile porre un argine alla domanda di regolamentazione espressa dalle professioni non protette".

L'Antitrust sottolinea infine "la disponibilità dei professionisti, in molti casi, a modificare le regole ritenute obsolete a fronte invece di un atteggiamento del legislatore volto a tutelare posizioni conservative".

Data: 
Sabato, 19 November, 2005
Autore: 
Fonte: 
WWW.REPUBBLICA.IT
Stampa e regime: 
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