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Pannella chiama i socialisti: tutti nell’Unione. Sabato il congresso: radicali nel centro-sinistra

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ROMA. I radicali chiedono un colpo di reni ai socialisti di Gianni De Michelis e Bobo Craxi perchè abbandonino ogni tatticismo convergendo nel nuovo soggetto cui stanno dando vita con lo Sdi di Enrico Boselli. A una settimana dal congresso di Riccione che sancirà l’approdo del partito nell’area di centro-sinistra, Marco Pannella sfida la bagarre del congresso del nuovo Psi e lancia il suo appello.
«Ho letto sui giornali che De Michelis chiede di esplorare ancora... Come un boy scout. Ma esplorare cosa? Lo Sdi, noi radicali?», chiede nel suo intervento l’anziano leader, avvertendo i congressisti che «il tempo stringe».

Il Tg1, nel pezzo dedicato al congresso, dice che a Pannella è stato impedito di prendere la parola dai delegati. Un falso che manda su tutte le furie Marco Pannella che minaccia azioni legali se la notizia non sarà smentita prontamente.

Sulla stessa lunghezza d’onda di Pannella è Daniele Capezzone, il segretario dei radicali italiani. Come Pannella ed Emma Bonino, sia pure con entusiasmi diversi, Capezzone ha approvato nell’ultimo Comitato nazionale la mozione «Progetto Fortuna-Blair-Zapatero».

Una mozione che ha ribadito l’impegno con i socialisti dello Sdi per dar vita a una nuovo sogggetto politico, passata a larghissima maggioranza con sole tre astensioni e tre voti contrari. Quelli di Marco Taradash, Peppino Calderisi e Benedetto Della Vedova contrari a lasciare la Cdl per l’Unione.

Anche Capezzone ha sollecitato i socialisti del Nuovo Psi a non dar vita «a una mozione sudoku, un rompicato per prendere tempo e farne perdere», scegliendo senza ulteriori ritardi di schierarsi.
Come i socialisti anche i radicali italiani però sono spaccati. Mentre sul loro ingresso nell’Unione Clemente Mastella continua a porre veti ribadendo che «se al tavolo delle trattative ci saranno loro non ci saremo noi», il gruppo di Della Vedova e Taradash ha organizzato a Milano un convegno per sviluppare l’area laica e liberale all’interno della Cdl.

All’incontro hanno partecipato Sandro Bondi e Ignazio La Russa. «I riformatori liberali credono che bisogna andare più veloci sulla strada delle riforme che la Cdl ha avviato senza mai trovare in realtà la soluzione per arrivare fino in fondo», spiega Marco Taradash. «Noi crediamo che ci sia bisogno di più libertà economica, più concorrenza, più libertà individuale ad ogni livello», aggiunge. Una linea condivisa da Della Vedova. «Di fronte a un centro-sinistra condannato ad essere subordinato al corporativismo sindacale noi scommettiamo sulla possibilità di rivitalizzare l’anima liberale del centro-destra». (m.b.)

Data: 
Domenica, 23 October, 2005
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO
Stampa e regime: 
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