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Nuovo Psi a congresso, è subito lite

Testo: 

Gli striscioni: Gianni becchino dell'unità. Il premier diserta il meeting Contestato il segretario De Michelis.
Applausi per lui solo quando cita Bettino Craxi. Il figlio Bobo: finita l'esperienza nella Cdl

ROMA - «Esploriamo». «Verifichiamo». «Valutiamo se ci sono le condizioni». Gianni De Michelis usa tutte le cautele per non spaventare una platea nervosa e disposta alla rissa. Ma solo a fatica, tra fischi e urla, riesce a «indicare la strada» che, secondo lui, può salvare il Nuovo Psi dal dissolvimento.
Suggerisce di mettersi insieme allo Sdi di Boselli e ai radicali di Pannella per formare una compagine riformista.

LE PROTESTE - Non lo lasciano proseguire. Qualcuno grida «Vai a casa».
Altri danno fiato ai fischietti. Ululano. Sventolano cartelli su cui è stampato: «No grazie. Gianni, sei il becchino dell’unità». Temono che il partito si spacchi e vada verso l’estinzione. Deve scomodarsi Bobo Craxi per riportare un po’ di calma: «Non diamo spettacolo», esorta. Tirava brutta aria già davanti all’auditorium della Fiera di Roma, dove si svolge il congresso degli eredi di Bettino. I convegnisti avevano cominciato a beccarsi. I favorevoli alla svolta, al passaggio nel centrosinistra, accusavano il ministro Stefano Caldoro di aver mandato la sua claque per sabotare il congresso.
I seguaci di Caldoro e di Chiara Moroni ironizzavano su De Michelis, «che vuole sedersi alla tavola di Prodi». Nel tentativo di domare l’uditorio, De Michelis fa più volte riferimento a Craxi. Il nome di Bettino strappa applausi.
Scalda i cuori anche la rievocazione della mitica terza via.

L’APPELLO - Un altro motivo che riesce a mettere l’oratore in sintonia con gli ascoltatori è l’appello all’unità. L’ideale sarebbe porre fine alla diaspora unificando i socialisti «in un polo autonomo, né con Berlusconi né con Prodi». Ma non si può. Un’alleanza «strategica» bisogna sceglierla. E allora la cosa giusta è stare con «chi meglio corrisponde ai nostri obiettivi». Si rende conto De Michelis che gli umori sono divergenti. Esistono «sensibilità A e sensibilità B». E come se volesse ridurre la portata delle sue parole, dice di esprimersi più come semplice cittadino che come segretario del partito.

LE CONDIZIONI - Manda un messaggio affettuoso a Stefania Craxi. E incita a trasformarsi in una «minoranza efficace», una «punta di diamante» che promuova le innovazioni di cui le forze maggiori sono incapaci. Ma dopo aver indicato la «direzione di marcia» elenca le condizioni. Disponibile a verificare la possibilità di una fusione con Sdi e radicali a patto di non essere trattati poi come subordinati. Autonomia e identità non si toccano. Gli eventuali alleati dovranno accettare cose che per adesso nel centrosinistra sembrano inaccettabili, come la permanenza dei soldati in Iraq e la divisione delle carriere dei magistrati.

LA GIORNATA DI BOBO - Oggi tocca a Bobo Craxi. Fra lui e De Michelis non è che ci sia tutta questa concordanza. Ieri Bobo contestava la scelta di alcuni delegati e ha tagliato corto: «L’esperienza nella Cdl è finita». Berlusconi ha snobbato il congresso. Enrico Boselli, leader dello Sdi, verso il quale De Michelis e compagni dovrebbero confluire, non ha ricavato una bella impressione. E oggi non si farà vedere.
Enzo Carra (Dl) trova «interessante l’apertura, può arricchire il centrosinistra». Ma Andrea Ronchi, portavoce di An, giudica l’intervento «tortuoso e incomprensibile».

Marco Nese

Data: 
Sabato, 22 October, 2005
Autore: 
Fonte: 
CORRIERE DELLA SERA
Stampa e regime: 
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