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Lettera aperta a Capezzone

Testo: 

di Arturo Diaconale

Caro Daniele,
ho seguito la tua rassegna stampa a Radio Radicale di venerdì 26 agosto. Ed ho registrato con un certo stupore il tuo commento sull'articolo di Ruggiero Capone pubblicato da "L'opinione" riguardante il lavoro di tessitura con tutti i possibili alleati della Casa delle Libertà, di destra, estrema destra, centro ed area laica, radicale e riformista, che Silvio Berlusconi starebbe svolgendo durante le sue vacanze in Sardegna. Hai parlato di notizie "curiose", in linea con quelle che da qualche tempo a questa parte a tuo parere "L'opinione" starebbe pubblicando. E ti sei chiesto se per caso l'uscita del pezzo di Capone fosse dipesa dal fatto che il direttore si trovasse in vacanza. In effetti giovedì scorso mi trovavo ancora in vacanza. Ma Capone mi aveva informato preventivamente delle notizie che avrebbe pubblicato. Ed avendo piena fiducia nel mio redattore non ho avuto alcuna esitazione ad autorizzare l'uscita di un pezzo, che come spesso capita, si basa più sulle indiscrezione, i boatos, i si dice provenienti da fonti credibili ed autorevoli che sui comunicati ufficiali diramati sulle agenzie.
Capisco il tuo disappunto sulla indiscrezione secondo cui tra i possibili alleati della Cdl alle prossime elezioni potrebbero figurare esponenti di spicco del mondo radicale come Benedetto Della Vedova e Marco Taradash in rappresentanza di quell'elettorato laico che non condivide la scelta dell'accordo tra Marco Pannella ed Enrico Boselli. Ma trovo strano il tuo stupore. E' da settimane che sui giornali, ben più robusti e diffusi del mio, circolano le stesse informazioni. E non trovo nulla di "curioso" nel fatto che il pezzo di Capone sia stato condito anche con questa notizia. L'occasione, però, mi consente, in nome della vecchia amicizia, di anticiparti che se ti stupisci oggi delle voci che indicano come non tutti i laici, i riformisti ed i radicali intendano mettere insieme i cocci e le fette di salame del nostro mondo per depositarlo ai piedi di Romano Prodi, ti dovrai stupire molto di più domani, quando le voci si trasformeranno in fatti. Io non so cosa intendano fare Benedetto Della Vedova e Marco Taradash. In compenso so benissimo cosa intendo fare io: continuare a portare avanti la linea a cui "L'opinione" non ha mai derogato da più di dieci anni a quella parte. Quella che sollecita l'area laica ad aggregarsi per incidere in chiave liberale sull'attuale sistema bipolare entrando a far parte dello schieramento in cui le idee di libertà hanno più spazio ed accoglienza, cioè il centro destra.
In passato avevo sperato che i vecchi dirigenti delle antiche e gloriose sigle dei partiti che nella Prima Repubblica raccoglievano il venti per cento dell'elettorato fossero sensibili e disponibili a questa operazione. Oggi prendo atto che la mia era una illusione. E che invece di pensare all'unione delle sigle, schema è ormai obsoleto, si debba tentare strada dell'incontro tra gli individui in grado di interpretare gli umori e le volontà reali dell'elettorato. Non ti stupire, allora, se in futuro "L'opinione" tornerà a pubblicare notizie "curiose" e commenti contrari alla svolta prodiana dei Radicali Italia. Lo farà con l'affetto, l'amicizia e la stima di sempre nei confronti di Marco Pannella, tuoi e di tutti gli amici che parteciperanno all'alleanza con lo Sdi. Ma lo farà. Da piccolo giornale (in crescita e non più clandestino) provvisto di grande determinazione.

Data: 
Sabato, 27 August, 2005
Autore: 
Fonte: 
L'OPINIONE
Stampa e regime: 
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