You are here

La strategia sarda del Cavaliere. Cdl con Dc, Fiamma e Radicali

Testo: 

di Ruggiero Capone

Mentre il meeting di Rimini di Cl viene assediato da una miriade di progetti politici, dalla Sardegna Berlusconi prosegue con i suoi contatti. Il Cavaliere va sul pratico, invece Casini e Buttiglione s’arroccano nella difesa riminese di certe linee di pensiero. E proprio dalla Sardegna emerge l’ipotesi della grande intesa a tutto tondo, in vista delle elezioni 2006, tra Cdl, Mussolini, Rotondi e radicali di centro-destra (Marco Taradash e Benedetto Della Vedova). Non è un mistero che il recente accordo tra i Radicali ed il centro-sinistra abbia creato non poco dissenso tra l’elettorato radicale: soprattutto dopo l’intesa pugliese con la Rifondazione Comunista di Niki Vendola. Benedetto Della è tuttora nei Radicali, ma schierato con il centro-destra. Berlusconi sa bene che l’elettorato radicale si spaccherà a metà, quindi punta sul recupero di consensi accordandosi con Taradash e Della Vedova.

La Dc di Rotondi
“Una eventuale intesa della Democrazia Cristiana con la Casa delle Libertà dovrebbe nascere da una richiesta fatta da tutta quanta la coalizione, e in tal caso la Dc esaminerebbe, per quanto mi riguarda. con spirito costruttivo, l’invito a entrare nella CdL". Così il segretario della Dc, Gianfranco Rotondi, commenta le notizie secondo cui il suo partito avrebbe già stretto un’intesa con la coalizione di centrodestra. in vista delle prossime elezioni politiche. Si mormora che Rotondi abbia avrebbe già superato la fase di belligeranza con l’Udc post-regionali. Infatti il leader della Dc cita una frase del capogruppo dell’Udc alla Camera (Luca Volontè) e sottolinea che la sua posizione “coincide con la garanzia che la stessa Dc esige: un accordo con la Cdl in termini di interessi di partito conviene poco alla Dc, ciò non toglie che si può fare se coincide con gli interessi del Paese. Ma almeno - aggiunge Rotondi - deve nascere da un’offerta unanime, nemmeno maggioritaria della Cdl?. “Naturalmente pongo questa condizione con molto garbo - precisa Rotondi - tant’è che ne parlerò presto non solo con Berlusconi ma anche con gli onorevoli Follini, Fini e spero anche Bossi, De Michelis e Nucara. Se registreremo una compatibilità tra le cose che chiediamo ed i programmi della Cdl, l’ipotesi di accordo avanzerà; in caso contrario, ognuno per la sua strada. Fin qui paradossalmente - conclude il segretario della Dc - l’unico assenso alle nostre richieste è venuto da esponenti dell’Udc: la nostra proposta di una lista comune dei popolari europei, nella quota proporzionale, non è un espediente tattico ma una scelta che va nella direzione di un centro-destra in cui il centro c’è, si vede, e gioca da protagonista.

Moffa lo stratega
“Berlusconi è il candidato naturale anche per la prossima legislatura, inoltre è necessario non invelenire i rapporti e trovare elementi di concordanza con l’Udc", così Silvano Moffa sintetizza il suo ultimo colloquio con il presidente di An, il vicepremier Gianfranco Fini. Quest’ultimo ha incontrato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in Sardegna, e da quell’incontro Silvano Moffa (responsabile del programma elettorale di An) ha ottenuto il bene placet a trattare gli accordi elettorali con formazioni di destra esterne alla Cdl (Fronte sociale nazionale, Ms-Fiamma e lista della Mussolini). La linea stabilita dall’incontro tra Fini e Berlusconi prevede un cartello che vada dalla destra esterna alla Cdl fino alle formazioni centriste: un progetto che dovrebbe infrangere il sogno di quel tripolarismo che, secondo certi, nel lungo periodo ingrosserebbe sempre più un grande centro a discapito di centro-destra e centro-sinistra. “Non credo possibile rompere un quadro politico consolidato; bisogna far capire a questi nostri amici - dice Moffa - che un grande centro non va incontro alle esigenze degli italiani. Riguardo alla possibilità di una alleanza con Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini, Fini ha detto che bisogna fare di tutto per trovare un luogo di convergenza - spiega Moffa -. D’altronde, in un sistema bipolare i grandi partiti hanno il compito di aggregare i più piccoli. In passato ci sono state fratture anche pesanti, ma c’è la possibilità di riaprire il rapporto. E’ ragionevole riaprire un dialogo - dice poi Moffa - e costruire un'intesa programmatica, non solo elettorale. E poi anche a sinistra Bertinotti e Castagnetti sono alleati - chiosa l’esponente di An - per tutti è arrivato il momento di fare scelte di campo, è il bipolarismo".

Il caso Alemanno
L’apertura alle formazioni minoritarie invece non piace a Gianni Alemanno (ministro di An delle politiche agricole e leader della componente Destra sociale), che, oltre a simpatizzare per una candidatura di Pierferdinando Casini come premier, lancia l’idea d’un patto tra poli per sbarrare la strada alle formazioni piccole. “Non si può cambiare candidato contro il volere di Berlusconi, ma serve discontinuità subito - sostiene Alemanno -. A settembre la situazione deve essere presa di petto complessivamente. Mi riferisco al modo con cui il centrodestra si presenterà alle elezioni. E' innegabile che non possa essere lo stesso identico modo nella premiership, nel programma e nell’assetto di schieramento del 2001. Gli elettori hanno bisogno subito di un cambiamento. Bisogna rivendicare quello che di buono è stato fatto, ma dare una speranza nuova ulteriore, una novità per il futuro , come ha detto Casini. Questo è un elemento indispensabile per vincere contro l’Unione. Emerge che tra Casini ed Alemanno oggi c’è un feeling politico, ed entrambi non concordano totalmente con quanto stabilito in Sardegna dagli accordi Fini-Berlusconi. Il ministro dell’agricoltura di An afferma che serve “un processo politico netto e chiaro, dove nulla vada dato per scontato: si tratta di ragionare sul modo migliore per vincere nel 2006". Per Alemanno comunque non si può “immaginare di fare una premiership contro Berlusconi, visto che è il leader del maggior partito della coalizione, serve il suo consenso e se Fi riproporrà con forza la sua candidatura, allora sarà difficile cambiarla, ma il problema del cambiamento rimane. “Non si può dire - prosegue Alemanno - un giorno chi è il candidato premier, un altro giorno parlare di programma. Bisogna tirar fuori un progetto politico complessivo per il quale la candidatura può essere più o meno definita e valida. Quanto all’ipotesi di una alleanza con Alessandra Mussolini, in vista delle politiche, Alemanno frena e sottolinea che dovrebbe “passare al vaglio dei leader di centrodestra. Ma soprattutto propone un accordo tra i poli per evitare che le coalizioni accolgano tutti i micropartiti: “Possibile che non sia possibile trovare quel minimo di accordo con il centrosinistra, per evitare che partitini dell'1% per quanto marginali possano essere determinanti in un polo e nell’altro? - domanda Alemanno - Possibile che non riusciamo a dare un assetto a questo bipolarismo che sia un po’ più coerente di questi accordi elettorali.

Democristiani e missini
Da poche ore la macchina elettorale di Silvano Moffa avrebbe iniziato ad interpolare trattative con tutti gli esponenti di spicco della destra extra-Cdl. Sarebbero già stati calendarizzati nella sua agenda gli incontri romani con Adriano Tilgher (leader del Fronte sociale nazionale), con Luca Romagnoli (eurodeputato ed esponente di spicco del Ms-Fiamma), con Roberto Fiore (segretario di Forza Nuova recentemente rivendicato dalle tifoserie calcistiche come paladino delle identità italiane) e con Alessandra Mussolini. Non è un mistero che i responsabili delle tifoserie calcistiche abbiano espresso la volontà di sbarcare in politica per tutelare gli interessi delle squadre: la sinistra ha nicchiato, mentre a destra più d’un esponente ha raccolto l’input, specie dopo gli episodi che hanno riguardato le formazioni di Genova e Messina. Ed entro settembre si saprà quando Moffa sarà arbitro romano (come raccomandato da Berlusconi) dell’incontro amichevole tra le formazioni centriste (Dc di Rotondi in testa) e la destra radicale.

Data: 
Venerdì, 26 August, 2005
Autore: 
Fonte: 
L'OPINIONE
Stampa e regime: 
Condividi/salva