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Da via Solferino il terzo polo corteggia Briatore

Testo: 

CRONACHE DA BISANZIO
di Daniele Capezzone

Vieira alla Juve? Vieri e Gilardino al Milan? Samuel e Pizarro all’Inter? Non scherziamo. Tutte bazzecole rispetto al vero "colpo" del mercato estivo, che deve ancora venire: e sarà -rullo di tamburi- il passaggio di Flavio Briatore dal ricuccismo al mielismo.
Il dado è tratto, e indietro non si torna. Il "Partito del Corriere", come i lettori di "Libero" già sanno, è definitivamente sceso in campo per sconfiggere gli "invasori", i "raiders", i "visitors": insomma, quella specie di cast da film dei Vanzina (Stefano Ricucci in testa) che pensava di poter impunemente scalare la Rcs. E la trincea del Corrierone si difende "todo modo", con ogni mezzo: intercettazioni sapientemente dosate, legnate a Ds e coop, avvertimenti a Prodi firmati "The Economist" (mica "L’eco della Ciociaria"), esaltazione del quadrilatero Rutelli-Monti-Della Valle-Montezemolo.

Ma il Grande Regista che siede a Via Solferino sa che la partita va vinta non solo nella sostanza ma anche sul piano dell’immagine. E non si può dar l’idea che da una parte ci siano (certo, sia pure un po’ rozzi, un po’ burini, un po’ così) gli outsider, gli "homines novi" ricucciani, e dall’altra -vincente e prepotente- il vecchio salotto buono arroccato a difesa dei soliti affaracci loro.

E allora? Mossa geniale: un’acquisizione da calciomercato. Sfilare al Ricucci-team ed acquisire al Nuovo Centro Solferinato (il terzo polo politico e finanziario che -delle due l’una- o strapazza alle elezioni Polo e Ulivo, oppure -in alternativa- si allea con la sinistra ma per spolpare i Ds e cannibalizzarli) un "centravanti" come Flavio Briatore.

Sarà lui, per investitura corrieresca, il leader e l’eroe eponimo del NCS (che vuol dire appunto "Nuovo Centro Solferinato"). E del resto, parlando di first ladies: volete mettere Naomi Campbell (NCS) con Flavia Prodi (Unione)? O pensate che ci sia match, alla Sanità, tra Simona "Supersimo" Ventura (NCS) e Rosy Bindi (Margherita)? O, alla Pubblica Istruzione, tra Dj Francesco (NCS) e Oliviero Diliberto (Comunisti italiani)? Ma daaaaai, direbbe Mughini.

Certo, ora però tocca al "soft touch", al tocco lieve e sapiente di Paolo Mieli sgrezzare il candidato Briatore, e -come si dice- renderlo presentabile in società. Il Patto di sindacato Rcs si è mobilitato alla bisogna: Montezemolo ha già messo a disposizione di Briatore una mezza dozzina di giacche a doppio petto con revers larghi (per sostituire i giubbetti leopardati e pitonati disegnati da Roberto Cavalli); Della Valle penserà alle scarpe; Panebianco e Galli Della Loggia gli faranno corsi serali e ripetizioni modello Cepu; e Claudio Magris, sempre generoso, sta già lavorando da ghost-writer al primo saggio politico-letterario firmato da Briatore. Per la verità, c’è stato un primo dissidio sul titolo: Magris insiste per il sobrio "Mitteleuropa e Terzo Millennio", Briatore preferirebbe un più informale "Dove ti metto la Mitteleuropa".

Un incidente più serio si è verificato, sempre in questo "corso" accelerato estivo, ancora sul terreno della politica estera. L’uomo scelto da Via Solferino per "bignamizzare" Briatore era Sergio Romano, che però ha già dato forfait. Motivo? L’Ambasciatore aveva appena cominciato a parlare di Africa, e Briatore lo ha subito brutalmente bloccato: "Professo’, basta, sull’Africa so tutto: c’ho pure il villone a Malindi….". Sergio Romano l’ha presa malissimo: si attende, a questo punto, la decisiva mediazione di Paolo Mieli.

Data: 
Giovedì, 18 August, 2005
Autore: 
Fonte: 
LIBERO
Stampa e regime: 
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