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Ds: defunti islamici al cimitero cittadino. Radicali critici: resta un errore

Testo: 

Pizza: basta un’area, come c’è già per gli ebrei.

Non si placa la polemica in maggioranza sul cimitero islamico. Dopo lo stop di Convergenza per Cecotti e Cittadini per il sindaco, è Enrico Pizza di Sinistra per il Friuli a replicare. Pizza si dice favorevole al progetto e spiega che si tratta di realizzare una zona riservata ai musulmani a San Vito e non di costruire un cimitero riservato.
La questione è riemersa nel corso dell’incontro tra il consiglio comunale e le comunità musulmane di Udine, durante il quale il portavoce del centro islamico udinese, Redha Allioua, ha rivolto nuovamente ai politici locali la richiesta, che risale al 1999, di realizzare un cimitero in cui seppellire i defunti di fede islamica rivolti verso La Mecca. Poco opportuna, secondo l’esponente del gruppo Sinistra per il Friuli, una soluzione di questo tipo. Meglio piuttosto riservare all’interno di San Vito un’area ad hoc, dice Pizza, «come già esiste per gli ebrei, proprio per dare risalto all’aconfessionalità del cimitero, nonchè alla capacità e disponibilità all’accoglienza della nostra città – dice –. Questo nella speranza, inoltre, che continui il dialogo interculturale, prendendo spunto dall’iniziativa di lunedì scorso, e con l’impegno già richiesto all’assessorato retto da Gianna Malisani a febbraio di quest’anno, in seno alla commissione cultura, di occuparsi delle problematiche del vicino Oriente».
«Come ha ben chiarito l’assessore Croattini, non vi sarà alcun cimitero islamico, così come non ci sarà nessun cimitero cattolico, buddista, ateo – aggiunge Pizza –. Riservare un’area ad alcune comunità è invece cosa già approvata e decisa dal consiglio comunale. Così come esiste a San Vito un’area per gli ebrei, ve ne potrà essere una per gli islamici, che chiedono semplicemente di essere seppelliti in direzione di La Mecca. La nostra civiltà giuridica e politica può forse andare in crisi per così poco?».
In disaccordo con la concessione di uno spazio cimiteriale così come richiesto dagli islamici invece Gianfranco Leonarduzzi dei Radicali italiani. Oltre al disappunto dovuto alla mancata convocazione di tutte la parti politiche alla riunione voluta dal presidente del consiglio comunale, Leonarduzzi ha espresso un parere negativo sul provvedimento in discussione, «vedendovi nascoste le insidie del fanatismo religioso». Il rappresentante dei Radicali sostiene piuttosto «il criterio della separazione tra principi religiosi e regole statuali, nonchè lo spirito di democraticità di una società moderna che non dovrebbe ammettere distinzioni di questo genere». Leonarduzzi porta anche l’esempio del cimitero degli alleati di Tavagnacco, in cui sono sepolti individui di diversi stati e diverse religioni.

Data: 
Venerdì, 5 August, 2005
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Udine
Stampa e regime: 
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