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«Con Radicali, nuovo Psi e Dc di Rotondi siamo alla pari degli avversari: non possiamo dire di no»

Testo: 

Al consiglio nazionale di Forza Italia il premier ribadisce che sarà lui il candidato alle Politiche del 2006 e chiede una campagna con «un po’ più di cattiveria»
Berlusconi apre a tutte le forze anti-sinistra
Attacco a Prodi: «L´euro ci ha fregato»

Roma
NOSTRA REDAZIONE
Indovinate chi sarà il candidato-premier della Cdl alle prossime politiche?
Troppo facile per pretendere un premio. «La questione della premiership - dice Silvio Berlusconi, reduce dall´ovazione che gli ha appena tributato il Consiglio nazionale di Fi - era già chiusa, per il 2006 è da tempo tutto risolto. Sono contento che mi abbiamo riconfermato la fiducia». Tutto in alto mare, invece, sulla riforma in senso proporizonale della legge elettorale. «Ci sono tanti se e tanti ma e tanti forse», ammette il Cavaliere. E pensa tanto agli alleati quanto ai molti eletti in Lombardia, Veneto e Sicilia che «dovrebbero rinunciare al loro seggio».
A prima vista può sembrare strano, ma il giorno prima di varare la costituente del partito unico Berlusconi parla molto più di Fi che del nuovo soggetto politico. In realtà è ben consapevole del fatto che la vera partita per l´unificazione delle forze di centrodestra (Lega a parte) si giocherà dopo le elezioni e ovviamente solo se queste saranno vittoriose. Il Cavaliere torna dunque a concentrarsi sul vecchio strumento, Fi, «la gente che, in estrema sintesi, non si fida dei comunisti e non vuole i comunisti al governo del Paese», valutato al di sopra del 20 per cento e quindi saldamente al comando in una coalizione che, secondo il premier, fronteggia gli avversari da pari a pari con il 48,2 per cento dei consensi (Nel conto sono però inclusi radicali, nuovo Psi e la Dc di Rotondi, perché «non possiamo dire di no» a nessuno di queste presenze). «I due terzi del lavoro dal 15 settembre - promette il premier ai suoi - sarà dedicato al partito e alla campagna elettorale». L´ostacolo più serio al successo sono le cattive condizioni dell´economia. Berlusconi incolpa il disfattismo della sinistra, ma ammette che l´economia non tira, anche «perché gli italiani lavorano poco», e rimprovera gli elettori di non aver dato il 51 per cento a Fi per consentire al suo partito e ai suoi ministri di realizzare il 100 per cento del programma. Nulla di meglio, però, che puntare l´indice contro l´euro «di Prodi», l´euro «che ci ha fregato». E poco importa se a Bruxelles protestano per l´ennesima stoccata del premier italiano. L´euro, insiste il Cavaliere, ha comunque una «connotazione negativa» e per questo è utile legarlo al nome del leader dell´opposizione. Il primo dei tanti consigli elettorali all´esercito dei forzisti. La campagna, avverte Berlusconi, dovrà essere «territoriale, capillare, scientifica», con «un po´ di cattiveria in più». In campo, annuncia il premier, scenderà anche un team di «difensori del voto» formato da «avvocati, dottori commercialisti, ragionieri, notai, in modo che nei seggi ci siano persone capaci di contrastare la professionalità della sinistra». Loro, spiega, «sanno aggiungere un 1 davanti a 93, sanno cambiare i 133 voti per loro in 199 con un piccolo tratto di penna, portano i nostri fuori dalla stanza dove si fanno le operazioni di scrutinio».
Se il partito dei moderati fatica a decollare («Si farà, si farà», assicura il Cavaliere), altrettanto può dirsi della riforma elettorale. «C´è un interesse ad andare dal maggioritario verso il proporzionale - spiega - ma ci sono tante difficoltà e dobbiamo approfondire. C´è tempo fino al 10 settembre per presentare emendamenti, per riflettere. Andiamo avanti con questa riflessione, ma tenendo presente che la legge elettorale non è un moloch ma solo un mezzo». Fi, aggiunge, «è aperta a qualsiasi discussione, quindi anche al proporzionale, noi non abbiamo remore... ma da An e Lega vengono indicazioni favorevoli ad un miglioramento del Mattarellum...». Insomma, è tutto da vedere. Una cautela che An e Lega apprezzano.

Andrea Bianchi

Data: 
Venerdì, 29 July, 2005
Autore: 
Fonte: 
IL GAZZETTINO
Stampa e regime: 
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