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Fi condivide. Radicali: verso l´integralismo

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REAZIONI Capezzone, segretario dei referendari: se la Chiesa agisce come soggetto politico meglio rinunciare al Concordato. Cossiga dà ragione al cardinale

Giro, responsabile azzurro per i rapporti con i cattolici: è un dovere denunciare le carenze della legge sull´aborto

Roma
Forza Italia apprezza le tesi del Patriarca di Venezia, che invece il radicale Capezzone contesta con decisione. E l´ex Capo dello Stato, Cossiga, trova il modo di coniugare gli apprezzamenti al Cardinale Scola con le critiche al leader dell´Unione, Prodi.
Nel dirsi pienamente d´accordo con le parole del Patriarca di Venezia, Francesco Giro (responsabile di Fi per i rapporti con il mondo cattolico), sostiene che è un dovere per i cattolici impegnati in politica denunciare le carenze della legge sull´aborto, così come è un dovere verificare che i Pacs non siano un modo «furbesco» per equiparare giuridicamente le coppie di fatto alle famiglie naturali. Per l´esponente azzurro, «alla Chiesa non interessa aprire un confronto sull´aborto per modificare una legge dello Stato ma per esaltare il valore della vita. Se la legge 194 prevede molti articoli tesi a prevenire la tragedia dell´aborto, occorre che siano applicati. Se ciò non accade - prosegue Giro - allora i cattolici impegnati in politica devono avere il coraggio e la coerenza di denunciarlo e devono far sì che questa illegalità venga combattuta». Allo stesso modo, conclude, «se i Pacs sono uno modo furbesco per introdurre nel nostro ordinamento l´equiparazione giuridica tra coppie omossessuali e famiglia naturale fondata sul matrimonio, allora bisogna reagire e denunciare un´operazione anticostituzionale e illegale» poiché per «tutelare diritti singolari degli omosessuali ci sono ben altri sistemi che quello di colpire la famiglia e la sua millenaria tradizione».
Opposta la reazione dei radicali: qui, si dice di temere un integralismo cattolico che farebbe da pendat a quello tanto criticato dei paesi islamici. Capezzone osserva che «se la Chiesa vuole agire da attrice politica a tutto campo, con tanto di indicazioni politiche e di entrate a gamba tesa anche sul piano elettorale, allora sarebbe logica conseguenza rinunciare al Concordato.
Non si può avere - sottolinea - la botte piena dell´ingresso nell´agone politico-elettorale - aggiunge Capezzone e (insieme) la moglie ubriaca dei privilegi concordatari». Poi, l´esponente radicale dice di trovare «insidiosa» la tesi del del Cardinale «per cui bisognerebbe passare ad una ´compenetrazione´ tra la sfera religiosa e quella giuridico-civile. Chi stabilisce forme e limiti di questa "compenetrazione". E perché tale "compenetrazione" dovrebbe essere ammessa da noi e respinta altrove: mi pare che tutti, giustamente - non vorremmo al potere le teocrazie islamiste».
Quindi, Capezzone ribadisce che «la laicità degli ordinamenti e la separazione (Tocqueville insegna) tra principi religiosi e regole statuali rimane un ancoraggio sicuro e, insieme, la migliore tutela contro il doppio rischio della clericalizzazione degli Stati (qui come nel mondo arabo) e della parastatalizzazione delle Chiese».
Cossiga, infine, sembra più interessato a utilizzare le parole del Cardinale per tenere sempre viva la sua polemica contro il leader dell´Unione: «Da "cattolico infante", certo meno maturo e colto del "cattolico adulto" Romano Prodi - commenta infatti l´ex Capo dello Stato - mi ritrovo completamente d´accordo con il cardinale Angelo Scola».
R.R.

Data: 
Lunedì, 18 July, 2005
Autore: 
Fonte: 
IL GAZZETTINO
Stampa e regime: 
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