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Socialisti-Radicali, pochi ostacoli all’intesa

Testo: 

Le delegazioni: a settembre un seminario sul programma, possibile un «patto di consultazione». Fassino: uniamo le forze del Pse

Pannella: ci ricollochiamo a sinistra. Boselli apprezza. Ma De Michelis: l’eredità di Craxi è solo nostra

ROMA - L’unica divergenza ha riguardato il menù. I socialisti, nei panni dei «padroni di casa», avevano preparato un buffet sobrio a base di tramezzini, ma Marco Pannella, che è un noto «pastasciuttaro» (è capace di fare la prima colazione con gli spaghetti), avrebbe preferito un piatto di «bucatini all’amatriciana». Per il resto, la delegazione radicale e quella dello Sdi che si sono incontrate ieri si sono trovate d’accordo quasi su tutto, accomunate dal timore di un «progressivo arretramento nel nostro Paese dei diritti e delle libertà civili». Per Enrico Boselli come per Pannella è dunque «necessario riproporre i temi cari alla cultura socialista e a quella radicale». «Ci siamo rimessi al lavoro - ha spiegato Pannella dopo l’incontro -, e c’è un cammino comune davanti a noi». Naturalmente, la riunione di ieri non è stata risolutiva, ma intanto si è fissato un ruolino di marcia: a settembre, per cominciare, si svolgerà un seminario comune sul programma e non si esclude un «patto di consultazione»
Nell’incontro, Pannella ha annunciato di voler «ricollocare i Radicali a sinistra», e ha avuto parole di apprezzamento anche nei confronti del segretario ds Piero Fassino. A quanto pare, i radicali non ritengono di poter più trovare nessuna possibile intesa con la Cdl: «Nel centrodestra - ha spiegato Daniele Capezzone che insieme con Marco Cappato accompagnava Pannella - la linea sui diritti civili la danno Alemanno e Giovanardi, sul resto Calderoli e Tremonti, senza offesa sono proprio fascisti». Boselli e il suo vice Roberto Villetti sono stati espliciti e non hanno nascosto i problemi che potrebbero sorgere nell’Unione. Le prime avvisaglie si sono avute dall’Udeur che minaccia di uscire dalla coalizione se vi entreranno i Radicali. Il leader dello Sdi ha pubblicamente replicato a Clemente Mastella con queste parole: «L’Unione è una coalizione pluralista che va da Agnoletto a Pomicino: non accorgersene è un errore. E, comunque, c’è una novità importante che non si può non sottolineare: il mutato atteggiamento dei Radicali verso il centrosinistra». Il timore di Boselli, infatti, è che anche la Margherita tenti di mettersi di traverso. Il leader dello Sdi lo ha detto a Pannella. «Noi - è stato il suo ragionamento - sul proporzionale possiamo fare la lista che vogliamo, ma è chiaro che sul maggioritario il rapporto è con l’Unione e quindi dobbiamo gestire questo fronte con tutta l’alleanza».
Certamente, è ancora presto per dire se da queste prove d’intesa possa nascere un vero accordo. Anche perché un pezzo dei Radicali ipotizza anche un’altra opzione: quella di trattare con i Ds. Indubbiamente, ieri si è fatto un passo avanti. Resta da vedere se sarà possibile mettere insieme pure i socialisti del Nuovo Psi. Boselli ieri ha rilanciato la sua offerta a Gianni De Michelis e a Bobo Craxi: «Se il Nuovo Psi - ha detto - va via dal centrodestra, l’unità è cosa fatta». Ma De Michelis sembra mal digerire l’apertura nei confronti dei Radicali: «L’eredità di Craxi - ha detto rivolto a Pannella - possono rivendicarla solo i socialisti».
Dunque, di strada da fare ce n’è ancora tanta. Nel frattempo, Piero Fassino, pur avendo capito che non può ostacolare il processo messo in moto dallo Sdi, continua a sperare che si «giunga a un percorso comune per le forze del Pse»: «Per noi - ha precisato il segretario ds - resta l’obiettivo di unire i diversi riformismi».

Data: 
Sabato, 2 July, 2005
Autore: 
Fonte: 
IL CORRIERE DELLA SERA
Stampa e regime: 
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