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PER L´ASTENSIONE NON POTEVA CHE RISPUNTARE IL GINECOLOGO FONDAMENTALISTA SCARABELLI

Testo: 

Non sorprende che il Comitato per il mantenimento della legge sulla fecondazione assistita abbia scelto come rappresentante il ginecologo Scarabelli, da sempre medico schierato su posizioni integraliste. Ricordo le sue posizioni retrograde e fondamentaliste sull'uso della pillola anticoncezionale, sulla pillola del giorno dopo e contro le donazioni degli organi.
Scarabelli, al pari dei fondamentalisti islamici, è rappresentante di quei medici che mescolano posizioni religiose con dati scientifici: vorrebbe infatti vietare alle giovani donne la propria sessualità invitandole a non utilizzare la pillola anticoncezionale dichiarando ex cathedra dati falsi e terroristici sulla pericolosità dell'anticoncezionale in quanto cancerogeno.
Difendendo la legge 40 si dichiara contrario all'utilizzo delle cellule staminali embrionali, speranza di cura per milioni di malati solo in Italia. Come molti altri in base ad un credo religioso secondo cui l'embrione sarebbe persona, costoro bloccano la ricerca che ci permetterebbe di capire le tante malattie genetiche e degenerative e individuare una cura. Ma è ancora più grave che un medico si schieri a favore di una legge che proibisce la diagnosi pre impianto nei casi di coppie a rischio per malattie genetiche, anche quando le probabilità di far nascere un bimbo affetto da una grave malattia sono altissime. La legge vieta infatti di poter prelevare una cellula per sapere se l'embrione è affetto da malattie gravi. Questa possibilità rappresenta rispetto al passato un grande progresso medico, molto utile per l'uomo.
Proibirlo è semplicemente un insulto per la medicina, soprattutto se tale proibizione giunge da un medico!
Affinchè i cittadini possano esprimersi in maniera consapevole il 12 giugno prossimo, occorre che si apra un dibattito nel paese dove siano chiare le posizioni dei due fronti contrapposti. Sono sicuro che se l'informazione passerà, i difensori di questa legge burqa verranno travolti da una valanga di sì.

Autore: 
STEFANO SANTAROSSA
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