You are here

Portaborse assunti senza fare concorso

Testo: 

Accordo sui dipendenti regionali
Polemica sulla "carriera facile"

Trieste
«Perché non aboliamo i concorsi pubblici? O, viceversa, perché non assumiamo con status di dirigente gli ex consiglieri alti almeno un metro ottanta, biondi e con gli occhi azzurri?». Mario Puiatti, il verde, grida allo «scandalo». E Francesco Serpi, l'ex di An, dà man forte: «È stata scritta una delle pagine più tristi della storia regionale». Ma sono voci pressoché isolate. Interviene il diessino Michele Degrassi. Chiarisce il popolare Cristiano Degano. Poi, però, il silenzio assordante: l'«operazione portaborse», con pieno successo, va rapidamente a segno: 28 i sì. Arrivano dalla Casa delle Libertà, dall'autonomista Giorgio Pozzo e dallo sdi Giorgio Baiutti. 14 i no: provengono da un'opposizione "falcidiata" da non votanti.Il bilancio? Ragguardevole: la Regione si ritrova con una pattuglia di nuovi assunti. Ci sono i dipendenti di enti locali comandati a Palazzo: 25. Ci sono i dipendenti dell'ex organo gestore della caccia: 4. Ma soprattutto ci sono gli "uomini di fiducia" dei partiti: 20 o giù di lì. Quelli che, nei gruppi consiliari e nelle segreterie particolari, sono arrivati con una chiamata politica. Quelli che, forti di un contratto a termine, dovevano andarsene a fine legislatura. E invece, adesso si gustano un posto a vita. «Solo nella Prima Repubblica - insiste Puiatti - si arrivava a tanto. Ma ci si metteva assai più eleganza. E pensare che i moralisti della Lega un tempo combattevano auto blu e privilegi». «Con i voti determinanti di An e Lega - rincara Serpi - portaborse e funzionari di gruppi che non hanno mai dovuto sottostare ad una trafila concorsuale si ritrovano oggi con la garanzia di un ben retribuito posto di lavoro». A distanza, con Franco Belci, sottoscrive la Cgil: «È vergognoso. Un rapporto di fiducia si trasforma in strumento clientelare di assunzione. E questo mentre il centrodestra vuol introdurre lo spoil system per i dirigenti».

L'«operazione portaborse», fallita qualche settimana fa, si consuma nel pomeriggio. L'aula affronta la legge Ciani sui dipendenti regionali e la maggioranza presenta l'emendamento choc: ci sono tanti commi, uno per i comandati, uno per gli ex della caccia e così via. Quello sui portaborse e sui funzionari è l'8. Il più dettagliato: prevede che il benefit valga, previo superamento di un colloquio, per chi è in servizio alla data del 15 luglio 2002 e alla data dell'inquadramento, a patto che abbia lavorato negli ultimi 5 anni per almeno 120 giorni consecutivi. «Mancava solo che ci aggiungessero il numero di scarpe dei beneficiari» chiosa, sarcastico, Puiatti. Ma ormai le assunzioni agevolate sono decise.Soddisfatto è invece Alessandro Colautti, portavoce del presidente Renzo Tondo: il miracolo, all'ora dell'aperitivo, è compiuto: l'assessore al Personale Paolo Ciani e i sindacati hanno appena siglato l'intesa impossibile. Quella che sblocca le carriere dei 3mila dipendenti regionali e che, al contempo, salva le aspettative dei 12mila dipendenti comunali. Dopo una giornata campale scandita da negoziazioni frenetiche e dal dibattito tutti cantano vittoria. Cgil, Cisl e Uil - mentre la Cisal, all'ultimo, si tira fuori - plaudono all'unità ritrovata. E sventolano il protocollo d'intesa appena siglato con cui la giunta si impegna a garantire non solo l'avvento del comparto unico entro il 2005, ma anche le risorse necessarie. «Spetterà ad un tavolo, cui parteciperanno anche gli enti locali, definire cifre, modi e tempi» sintetizza, per la Cisl, Mauro Tonino. È il punto clou dell'accordo: la Regione, fugando timori e paure, assicura che la perequazione non è finita. E che i comunali hanno ancora strada da fare, prima di raggiungere i più ricchi regionali.
Roberta Giani

Data: 
Giovedì, 18 July, 2002
Autore: 
Fonte: 
IL GAZZETTINO - Pordenone
Stampa e regime: 
Condividi/salva