You are here

Il nuovo carcere si farà in via Musile

Testo: 

Il sindaco ha posto la parola fine alla querelle sull'istituto di pena. Lavori al via entro il prossimo anno
Troppo onerosi gli oneri di urbanizzazione del sito in Comina

Il carcere si farà a Pordenone e non c'è alternativa alla localizzazione in via Musile, nei pressi del nuovo autoparco dell'Atap, a pochi passi dal comune di Cordenons. Ad annunciarlo il sindaco del capoluogo, Sergio Bolzonello, il quale mette la parola fine sulla querelle che si era aperta relativamente ad uno spostamento del sito. Secondo il primo cittadino, infatti, prevedere di realizzare il carcere in Comina, nel luogo a suo tempo individuato dall'amministrazione guidata da Alvaro Cardin, poi cancellato dal punto di vista urbanistico con la variante 38 dei servizi, non è possibile.
Fatti due conti, gli amministratori hanno stimato gli oneri di urbanizzazione dell'area in circa 3 milioni e 600 mila euro (7 miliardi delle "vecchie" lire). Troppi per giustificare una diversa localizzazione che, tra l'altro, potrebbe innescare l'ennesima polemica da parte di un eventuale comitato di residenti.
Il ripensamento sul sito era nato a fronte di una petizione, che aveva raccolto un'ottantina di firme, da parte di residenti nei pressi di via Musile, che lamentavano il rischio d'esondabilità dell'area. Un problema sollevato recentemente anche da Antonio Rusconi, segretario generale dell'Autorità di bacino, il quale aveva rimarcato che l'area era a rischio in presenza di una piena che interessi il Meduna. D'altro canto già a suo tempo il responsabile del Genio civile, Tommaso Sinisi, nella relazione allegata alla documentazione prodotta per l'esame da parte della commissione interministeriale del sito pordenonese, aveva sottolineato che, in presenza del rischio di esondabilità della zona, dovevano essere assunti degli opportuni provvedimenti per evitare che l'istituto di prevenzione e pena finisca sott'acqua. In particolare il piano terra andrebbe sopraelevato proprio al fine di superare tale intoppo che può creare dei problemi soprattutto sul fronte della sicurezza.
Il sindaco ha anche indicato una ipotesi per quanto concerne i tempi di avvio del cantiere. I lavori, infatti, potrebbero prendere il via entro il 2003 e concludersi nel giro di un anno e mezzo. In questo modo sarebbe possibile liberare il castello di piazza della Motta e pensare ad un suo utilizzo futuro, fermo restando che ci sia la disponibilità, da parte dello Stato, di sdemanializzare il bene e cederlo al Comune a titolo gratuito.
L'ultimo contatto tra il sindaco del capoluogo e i responsabili del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria presso il ministero di Grazia e giustizia è avvenuto nei mesi scorsi, complice il questore della Camera dei deputati, Edouard Ballaman. Nell'occasione i rappresentanti del Governo avevano assicurato la conferma dei finanziamenti necessari alla realizzazione della struttura pordenonese che, a fronte dello stato in cui versa il castello, è inserita al vertice delle priorità nazionali.

Data: 
Lunedì, 15 July, 2002
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
Stampa e regime: 
Condividi/salva