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SI COSTITUISCE L´ASSOCIAZIONE RADICALE PER L´AMBIENTE, L´ARCHITETTURA ED IL GOVERNO DEL TERRITORIO

Testo: 

Tratto dal forum di www.radicali.it

E' con grande soddisfazione che pubblico, su questo forum radicale, il testo di una lettera di invito a partecipare ad un'assemblea di fondazione di un'associazione per l'ambiente, l'architettura e il governo del territorio. Questa lettera è il frutto di circa due mesi di difficile lavoro. Hanno contribuito ad elaborarla molte persone, iscritti radicali e non. Punti di vista e sensibilità non identiche si sono confrontate, si è discusso, il confronto è stato animato, vivace e, credo, mai banale. La lettera ora è davanti a noi e possiamo utilizzarla per il meglio. Spero che possa essere accolta, soprattutto, come una manifestazione di ottimismo della volontà.
Buon lavoro a tutti.

Cari amici, cari Radicali,
la storia dei rapporti fra attività umane, natura e paesaggio alterna, specie in occidente, fasi di chiusura reciproca ad altre di stretta integrazione. Ma più in generale, in uno sguardo di lungo periodo, tale da abbracciare gli ultimi millenni della vicenda umana, l'insieme delle interazioni umanità-ambiente è stato complessivamente positivo, sì da consentire un indubbio grande progresso. Esso è andato sempre più accelerando negli ultimi tempi, proponendo oggi prospettive straordinariamente interessanti ma, allo stesso tempo, fondamentali rischi ed incognite: ed è in questo quadro che, tra gli aspetti più coinvolgenti e impegnativi, si manifesta l'esplodere della questione ambientale.
Proprio l'Italia, paese che più di altri, nel corso degli ultimi duemila anni, ha testimoniato della possibilità di interrelazione feconda tra civiltà umana e ambiente, con la creazione di paesaggi di straordinario valore ed equilibrio, a partire dall'ultimo conflitto mondiale, per responsabilità tanto della partitocrazia, quanto diffuse ad ogni livello, sfiora il collasso urbanistico-ambientale. Si è assistito ad una sistematica e progressiva devastazione del paesaggio, occupato da distese informi di costruzioni di ogni tipo di pessima qualità. Luoghi di straordinaria importanza storica, artistica e paesaggistica, universalmente celebrati per la loro bellezza, sono stati così sfregiati da oscene edificazioni. Si è poi costruito dappertutto: perfino negli alvei dei fiumi, sulle spiagge a pochi metri dal mare, sui versanti franosi, sulle falde del Vesuvio. Inoltre, invece di prevenire il disastro con una seria riforma urbanistica, lo si è inseguito con una confusa proliferazione di leggi e regolamenti, che ha contribuito ad aggravarlo.
L'espansione delle grandi città, in assenza di un'efficace pianificazione e per l'egemonia di interessi meramente speculativi, ha prodotto periferie-dormitorio prive di qualità e identità, caotiche e disumane.
Contemporaneamente, il boom della motorizzazione privata di massa, in assenza di adeguate infrastrutture di trasporto pubblico, ha portato ad insostenibi livelli di traffico e di inquinamento.

Tutto ciò malgrado gli allarmi lanciati da voci sempre più autorevoli ed inascoltate del mondo della cultura, specie negli anni Settanta.

Oggi, alla luce di questa moderna visione di una co-evoluzione armonica tra l'uomo e la natura, giunti ad un punto di svolta, riteniamo che sia sempre più centrale e vivificante l'idea di una rinnovata libertà creativa: questa potenzialità deve essere estesa ad ogni persona e si deve realizzare nella forma più integrata di ordinamenti liberali e democratici. Libertà creativa che presuppone e postula il potenziamento della capacità progettuale e propositiva di singoli ed istituzioni, assieme alla volontà di esaltare e mettere in gioco la conoscenza e il patrimonio degli equilibri ambientali e delle ricchezze materiali ereditate dal passato. Riteniamo quindi giunto il momento di dare vita ad un'associazione, di ispirazione liberale, radicale e ambientalista, tesa a promuovere lo sviluppo culturale, economico e civile del nostro paese con stretto riferimento all'architettura e al governo del territorio. Occorre progettare gli scenari futuri alla luce di un rinnovato umanesimo, capace sì di conservare gli straordinari valori ambientali, paesaggistici e architettonici meritevoli di conservazione, ma al di fuori di ogni mummificazione e di ogni schema preconcetto ed anzi teso anzitutto alla elaborazione di inediti itinerari progettuali, da immaginare e discutere in piena libertà, perseguendo la massima possibile qualità ambientale, estetica e funzionale, nella logica della sostenibilità, della sussidiarietà e della partecipazione democratica. Tutto ciò coerentemente con il dettato dell'articolo 9 della Costituzione e nel tentativo di riportare l'Italia ai livelli delle correnti più avanzate culture architettoniche ed urbanistiche mondiali.

Entrando nel merito, intendiamo sottolineare i seguenti punti:

- PIANI URBANISTICI: l'attuale prassi oscilla fra lassismo anarcoide e regolamentazioni asfissianti. Un Piano urbanistico dovrebbe invece essere un vero e proprio programma capace di prefigurare un'immagine chiara e dinamica della città, di indicare puntualmente tempi e costi di realizzazione e di consentire un sostanziale coinvolgimento dei cittadini nei processi di elaborazione, decisione, e controllo, in modo che il maggior numero possibile di essi possa sentirsi compartecipe di un progetto comune.

- NUOVE CITTA': occorre passare dall'abnorme espansione urbana a macchia d'olio, prodotta da inefficaci o disattese azioni di pianificazione e da ristretti interessi meramente speculativi, alla nuova città democratica, organica, policentrica. Le attuali periferie non costituiscono alternative ai centri storici ma loro inerti appendici. Esse vanno ricomposte in poli vitali, compenetrati al verde, ai servizi, alla natura, ciascuno con la propria identità comunitaria, dimensionalmente calibrati e infine interrelati a formare la città.

- CARTA INTEGRATA D'ITALIA: un sistema multilivello di data-base nazionale che consenta la lettura di tutti gli aspetti del nostro territorio e l'aggiornamento costante delle sue trasformazioni; anche gli enti locali devono adottare politiche e tecnologie in grado di assicurare una visione d'assieme dei loro assetti e di rendere più agevole possibile la divulgazione e il controllo dal basso di piani, orientamenti e scelte operative.

- DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE: sulla scia delle proposte di Aldo Loris Rossi occorre sostenere politiche di rottamazione dell'edilizia postbellica priva di qualità e finalizzate alla crescita e all'incentivazione di architetture fondate su valori di umanità e di qualità ambientale piuttosto che di abbrutente omologazione e vuoto di idee.

- PIANO ENERGETICO NAZIONALE: urge un efficace Piano energetico nazionale, capace di obiettivi molto ambiziosi in termini di quota di consumo energetico da fonte rinnovabile, sul totale del consumo energetico nazionale, da raggiungere entro i prossimi 10 anni, in particolare puntando su tutte quelle tecnologie più adatte ed utili per il nostro paese e a minor impatto ambientale.

- EMERGENZA IDROGEOLOGICA: occorre un piano nazionale complessivo di riassetto idrogeologico e, contemporaneamente, stroncare i criminali interessi alla base degli incendi boschivi dolosi;

- TRASPORTI: vanno immediatamente sviluppate e completate le reti ferroviarie metropolitane e sotterranee nelle maggiori città, sia attraverso accordi in project financing con il capitale privato, sia liberalizzando il settore del trasporto pubblico. Urge altresì spostare quanto più rapidamente possibile quote crescenti di trasporto merci dalla gomma alla rotaia e alla navigazione marittima e fluviale.

- LIBERALIZZAZIONE DELLE PROFESSIONI E DELLA RICERCA: urge liberalizzare le professioni e la ricerca, abolendo il valore legale di lauree e diplomi e i privilegi corporativi degli ordini professionali, per scardinare il circuito perverso di decadenza, inefficienza e obsolescenza culturale e scientifica del mondo delle università e delle professioni tecniche.

- FEDERALISMO E GOVERNO DEL TERRITORIO:
appare necessario un ridisegno complessivo dell'attuale sistema delle autonomie locali e del governo del territorio. In una logica federalista, indispensabile per massimizzare la partecipazione e la democrazia, mentre da una parte le decisioni vanno sempre più demandate ai livelli locali, parallelamente occorre fortificare il ruolo progettuale e propositivo delle istituzioni sovracomunali, in particolare Città metropolitane e Province/Dipartimenti. E' evidente, infatti, che occorre superare l'attuale frammentazione pianificatoria (più di 8.000 Comuni con i relativi Piani) valorizzando il ruolo politico degli enti territoriali intermedi. Alla Regione resterebbe la pianificazione delle infrastrutture principali: ferrovie, autostrade, porti, aeroporti, nuove città, ecc. E' poi necessario affrontare in modo specifico l'emergenza delle metropoli, dove i problemi sociali e territoriali si presentano in forma anche più aggravata. E' impensabile, quindi, rinviare ancora l'istituzione delle Città metropolitane e di Roma capitale, e la conseguente istituzione, al loro interno, di autonome municipalità.

In conclusione, la nostra proposta vuole riscoprire il concetto classico di economia come "governo della casa" esteso a tutto l'ambiente e a tutto il territorio. E' ambiziosa, e forse non facile da realizzare, ma riteniamo doveroso intraprendere un serio tentativo, memori del fatto che queste tematiche hanno sempre visto i radicali in prima fila. Ti proponiamo quindi di partecipare ad un'assemblea da tenersi a Roma, presso la sede del Partito radicale (via di Torre Argentina 76, 3° piano) sabato 28 febbraio p.v., con inizio alle ore 10,00. Assemblea nella quale discutere e decidere, insieme, nome finalità e statuto dell'associazione.
Un affettuoso saluto.

Lucio Bertè
Giannino Cusano
Giovanni De Pascalis
Angiolo Bandinelli
Cristiano Kustermann
Michele Minieri
Paolo Ronci
Antonio Tamburrino
Luca Tentellini

P.S.
Se intendi partecipare all'assemblea ti preghiamo di contattarci a questo numero: 3386312511

Autore: 
GIOVANNI DE PASCALIS
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