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CONTRIBUTI SOLO ALLE COPPIE SPOSATE, L´OMBRA DEL CONFESSIONALISMO SI STENDE IN FVG

Testo: 

La nuova legge sulle politiche regionali a sostegno della famiglia, mette in evidenza una carenza legislativa sul tema fondamentale dei diritti civili che scivola pericolosamente su una imposizione discriminatoria.
La promozione della famiglia basata sul matrimonio richiede azioni positive e specifiche, non la negazione dei diritti di chi pratica altri stili di vita e forme di convivenza.
Il consiglio regionale dovrebbe svincolarsi dal dibattito ideologico e proporre il riconoscimento dei diritti a qualsiasi tipo di convivenza compreso quello delle coppie di fatto, soprattutto sul terreno delle garanzie economiche e patrimoniali, che è quello su cui si verificano le discriminazioni più evidenti.
I conviventi, non sposati, omosessuali o meno, sono cittadini a pieno titolo, pagano le tasse e i contributi come gli altri, hanno quindi il diritto di disporre dei beni e delle prestazioni che ne derivano senza alcuna differenziazione. Lo stato, o in questo caso la regione non ha il compito di di esprimere giudizi morali sul comportamento delle persone che non commettono reati e tantomeno di sottolinearne le differenze sul piano dei diritti e delle libertà personali. Può invece aiutare le unioni o le famiglie che si assumono l'onere di allevare ed educare i figli, perchè questo è un interesse generale.

Autore: 
GIANFRANCO LEONARDUZZI
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