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Referendum, i radicali insorgono "L'antropologia dell'Unione rende la situazione ributtante"

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Roma. Marco Pannella è furioso: vuole qualcosa di grande, vuole la resistenza "contro la paranoide volontà di imporre a tutti l'idolo embrione". Vuole chiarire che se si perde il referendum, "e a meno di fatti nuovi avremo il fallimento sul quorum", ha detto, moltissima colpa avrà l'Unione ("la presenza omissiva di costoro, tra Brodi e Cicorione, con Fini come unico leader referendario"). Aveva pensato anche ai laboratori occupati dagli scienziati, secondo "l'esempio degli operai italiani, che poche ore prima che i tedeschi distruggano tutto l'impianto industriale italiano occupano quegli edifici a rischio del proprio massacro", l'aveva suggerito domenica alla radio ("era l'indicazione di una necessità - ha spiegato Marco Cappato - era un'associazione ideale, non è detto che si trasformi in un'azione concreta"). Avevano annunciato iniziative gravi, urgenti e non violente contro questa "peste italiana" d'illegalità, di referendum oscurato dai mezzi d'informazione televisivi, come dice Daniele Capezzone, di quorum ostacolato anche dal non voto di molti italiani all'estero e da liste non ripulite dai morti e dagli irreperibili, come spiega Emma Bonino.
Tre settimane al voto, e un Porta a Porta programmato con Severino Antinori (e non, ad esempio, uno scienziato radicale) a spiegare le ragioni del Sì, "una caricatura". Allora dieci medici hanno annunciato ieri, con una lettera aperta a tutte le massime cariche istituzionali, lo sciopero della fame a partire dalla mezzanotte, "in attesa di risposte, atti e fatti concreti"; cioè informazione accurata ("Mediaset opera per cancellare completamente la nozione stessa dell'esistenza della prova referendaria") e ripristino della legalità nelle liste elettorali.
"Un evento shock" secondo Capezzone, "un atto di speranza a cui mi associo", secondo Pannella, "come quei dodici che si rifiutarono di giurare fedeltà a Mussolini: i fatti hanno valore simbolico, e i simboli resistono alla storia".
Però Pannella vuole di più, il digiuno non basta. Avrebbe voluto molto dall'Unione e ora l'attacca: "Sta tutto nelle parole di Luciano Violante: ?non vogliamo urtare la suscettibilità degli amici dell'Unione che non la pensano come noi'. L'antropologia dell'Unione impone quello che vediamo, una situazione ributtante".

Data: 
Martedì, 24 May, 2005
Autore: 
Fonte: 
IL FOGLIO
Stampa e regime: 
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