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Staminali, un codice per gli studi sugli embrioni

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Un'agenzia governativa presenta un regolamento per la ricerca. «Vietato coltivarli per più di 14 giorni in laboratorio» Staminali, un codice per gli studi sugli embrioni Il decalogo proposto dagli scienziati Usa: informazioni chiare alle coppie e nessuno scambio uomo-animali

NEW YORK - Gli Stati Uniti tracciano le linee guida in materia di ricerca sulle cellule staminali. E in qualche modo superano le posizioni del presidente George W. Bush, contrario alla sperimentazione sugli embrioni umani.
IL RAPPORTO - L'Istituto di Medicina dell'Accademia Nazionale, agenzia federale che assiste il governo Usa su questioni scientifiche, ha pubblicato una serie di indicazioni. Suggerimenti che per ora non sono vincolanti; ma dettagliati e studiati per affrontare tutti gli aspetti controversi legati all'uso di queste tecniche. Secondo il Wall Street Journal , il rapporto (131 pagine) contiene più di cinquanta punti: si preoccupa che le medicine realizzate attraverso le cellule staminali siano accessibili a tutti i gruppi etnici, ma anche di come evitare che, in futuro, questa materia venga strumentalizzata a scopo di lucro. La gran parte della ricerca condotta sulle cellule staminali embrionali negli Usa non è regolamentata. «La premessa - scrivono ora i commissari dell'Accademia - non è chiedere che la ricerca vada avanti, ma partire dal presupposto che questa ricerca è importante per il bene dell'umanità e quindi va condotta in una cornice che affronti gli interrogativi scientifici, etici, medici e religiosi».
Oggi il governo federale finanzia una minima parte delle ricerche sulle staminali embrionali e non può controllare le ricerche condotte da istituti che usano fondi privati. «Abbiamo bisogno di regole - ha spiegato Robert Lanza, direttore medico di Advanced Cell Technology, Inc. -. Per ora si può fare quello che si vuole. Il rischio di abusi e violazioni è altissimo».
LE LINEE GUIDA - Agli istituti privati che volessero lavorare con le staminali viene chiesto di creare strumenti di controllo. Ogni centro di ricerca, dice l'Accademia Nazionale, dovrebbe dotarsi di commissioni di sorveglianza ad hoc che includano esperti scientifici, legali ed etici, oltre che rappresentanti dei cittadini. Non solo, secondo i medici dell'agenzia federale, è necessario dar vita a un'organizzazione nazionale indipendente con il compito di valutare tutte le ricerche sulle cellule staminali effettuate nei laboratori Usa e stabilire se i regolamenti etici debbano essere aggiornati e quando. Anche se le indicazioni non sono vincolanti, alcuni istituti hanno già manifestato l'intenzione di adottarle. «A maggio eleggeremo i membri che faranno parte della nostra nuova commissione etica. Seguiranno il rapporto dell'Accademia per elaborare i nuovi regolamenti etici», dice Nicole Pagano, portavoce dell'Istituto di Medicina Rigenerativa della California, uno dei centri di eccellenza nella ricerca sulle staminali.
LA POLITICA - La materia, come in Italia, è politicamente incandescente anche negli Stati Uniti, dove le ricerche sulle staminali sono ostacolate dai repubblicani e dalla Casa Bianca perché implicano l'utilizzo (e il successivo scarto) di embrioni umani che hanno qualche giorno d'età. I gruppi conservatori e ultrareligiosi considerano questo processo come un vero e proprio aborto. Nel 2001 il presidente Bush aveva avallato il finanziamento federale di ricerche sulle staminali, ma solo su embrioni preesistenti, non su quelli futuri. Ora una nuova legge - introdotta al Congresso dalla deputata democratica Diana DeGette e dal repubblicano Michael Castle - propone meno restrizioni sui finanziamenti federali per queste ricerche. «I suggerimenti dell'Accademia nazionale sono essenziali per assicurare che gli studi sulle staminali siano condotti secondo principi etici», ha commentato ieri Castle.
Le indicazioni sono molto rigide in materia di clonazione umana - vietata in tutti i casi - e si propongono di evitare che si scateni un commercio di ovuli. Per questo, i ricercatori non possono per alcun motivo pagare i donatori, che devono restare anonimi, essere informati sugli aspetti scientifici e commerciali delle ricerche, e hanno diritto di ritirare il consenso all'utilizzo dei loro ovuli e dello sperma. E ancora: gli embrioni usati per la ricerca non devono essere coltivati in laboratorio più di 14 giorni. Infine, Il rapporto suggerisce di limitare la fusione di cellule umane ed animali: non si dovrebbero in nessun caso iniettare cellule staminali embrionali umane in embrioni di primati, mentre esperimenti che uniscono cellule umane con quelle di altri animali dovrebbero avvenire solo se approvati da un'apposita commissione di sorveglianza.

Data: 
Mercoledì, 27 April, 2005
Autore: 
Fonte: 
IL CORRIERE DELLA SERA
Stampa e regime: 
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